A meno di un mese dalla fine del calciomercato e con la rosa del Como già in buona parte formata, non possiamo fare a meno di notare un paio di aspetti sulle trattative del club lariano.
CAA E BASTA (O QUASI)
Escludendo Liberali, i tre volti nuovi più costosi sono Chalobah, Couto e Kaiki. Curiosamente, tutti e tre appartengono alla stessa agenzia di procuratori: la CAA. Uno con la CAA Base, l’altro con la CAA Stellar, ma la zuppa è sempre quella.

E non è una novità. Ve lo raccontavamo già l’anno scorso in questo pezzo: il Como e la CAA hanno un rapporto privilegiato che ha portato qui giocatori come Ioannou e Bellemo, ma anche i flop Varane, Jasim, Dele Alli, Gioacchini… Ora pure Da Cunha e Caqueret sono legati alla CAA, la cui figura di riferimento è Paolo Busardò. La sede italiana è proprio a Como, tra l’altro Busardò ha una casa sul lago. Parliamo di un colosso mondiale, che assiste anche Ancelotti e – proprio lui… – Wenger. Un legame che si può vedere in due modi. Negativo: “Ecco, anche il Como sta entrando in quei giri lì, dove i procuratori ti portano i giocatori che dicono loro e ti dicono ‘se ti faccio prendere quello, devi prenderti anche questo'”. Positivo: “Dai, forse dopo anni di fedeltà e stipendi buttati, la CAA sta ricambiando il favore mandandoci ragazzi validi”. Parlerà il campo.
L’ATTESA È STATA RICOMPENSATA
L’altro aspetto che caratterizza quei tre colpi è stata la pazienza. La trattativa per Chalobah dura almeno dal 22 giugno, quella per Couto dal 3 giugno, mentre Kaiki è corteggiato addirittura dalla scorsa sessione di mercato (siamo stati tra i primi in Italia a parlarne, il 29 dicembre). Il Como ha atteso, ha lavorato ai fianchi club e giocatori, nel caso di Chalobah ha dovuto anche aspettare che la concorrenza interista si facesse da parte. Finché non è arrivato il tempo di sfoderare penne e contratti.
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