Se conosciamo bene Fabregas, non arretrerà di un millimetro. Fermamente convinto che l’attuale strategia porti più benefici che danni.
Certamente però le sconfitte contro Inter e Sassuolo sollevano un tema che va trattato: la posizione di Jean Butez. Il nostro portierone ha caratteristiche ben precise: visione di gioco, precisione coi piedi, coraggio e tempismo nelle uscite. Quante azioni avversarie ha sventato abbandonando la propria area e anticipando gli attaccanti? Tante, tantissime.
Ma esiste forse una tattica che non abbia un lato oscuro, un punto debole, una faccia nascosta della luna? No, altrimenti la adotterebbero tutti. E ora, con qualche mese di ritardo, i nostri avversari si sono accorti che la porta lariana è spesso libera. Ciò vuol dire: pallonetto e gol molto probabile. Ci è riuscito Thuram domenica, ci è riuscito Volpato venerdì. Azioni diverse, certo. In quella interista la palla era sotto controllo di Kempf e Butez non poteva certo aspettarsi l’errore del compagno, anche se forse proprio per questo motivo non era necessario essere così lontani dall’area. A Reggio Emilia invece il contropiede neroverde ci ha colti totalmente impreparati e sbilanciati, Volpato era solo davanti alla nostra porta e per Jean non era certamente facile impedire il gol.
Resta però il tema: chi oggi gioca contro il Como sa che Butez esce sempre e che la “palombella” anche da lontano può essere una soluzione. E quindi che si fa? A Mozzate lavoreranno per oliare ancora meglio i meccanismi e, soprattutto, per evitare amnesie difensive che portino a situazioni pericolose come quelle.
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