Giovanni Malagò e Giancarlo Abete hanno formalmente presentato la propria candidatura alla presidenza della FIGC, rispettando i termini previsti dal regolamento. L’assemblea elettiva che designarà il successore di Gabriele Gravina è fissata per il prossimo 22 giugno, mentre entro il 22 maggio la federazione comunicherà i candidati ufficialmente ammessi al voto.
Malagò favorito, ma con qualche incognita
L’ex presidente del CONI parte come favorito grazie al sostegno di numerose realtà del calcio italiano. La sua corsa gode dell’appoggio della Lega Serie A, della Lega Serie B, dell’AIC e dell’AIAC, assicurandogli un bacino di voti consistente, pari a circa il 30% dell’assemblea federale.
Nonostante il sostegno evidente, resta aperta la questione del cosiddetto “cooling off period”, norma che limita l’accesso a incarichi di vertice in organismi collegati per chi ha ricoperto ruoli in enti di vigilanza come il CONI. Questo aspetto potrebbe alimentare dibattiti nelle settimane precedenti al voto.
Abete punta sulla continuità
Giancarlo Abete, presidente della Lega Nazionale Dilettanti, si candida mettendo in evidenza il concetto di continuità nella governance del calcio italiano. Con una lunga esperienza istituzionale e un precedente mandato alla guida della FIGC, Abete si affida al peso politico dei comitati territoriali e al radicamento dei delegati della LND, elementi che potrebbero rivelarsi decisivi nel voto finale.
La fase preparatoria verso il voto
Fino al 22 giugno i due candidati avranno tempo per consolidare alleanze e convincere i delegati ancora indecisi, tra cui quelli della Lega Pro. La sfida promette un confronto strategico intenso, con impatti significativi sulla futura gestione del calcio italiano e sul bilanciamento dei poteri all’interno della federazione.
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