Giornata di conferenza per Cesc Fabregas, all’antivigilia di Como-Napoli e con in mezzo la festività del 1 maggio. Queste le sue dichiarazioni principali:
IL NAPOLI – “Ha avuto tanti problemi, con giocatori importanti infortunati. Grande merito al mister Conte di averli mantenuti ad un livello alto. Il Napoli è cresciuto tanto negli ultimi anni, ora l’esigenza è alta. Hanno fatto una grande stagione, merito al gruppo e all’allenatore. Sarà una partita importante, bella, due squadre propositive di grande mentalità”.
EUROPA – “Se siamo pronti o no, non lo so. Non si è mai pronti per niente, finché non arriva il momento. Anche quando Mirwan mi ha detto che avrei allenato la prima squadra non avevo mai allenato nessuno. So solo che stiamo facendo una buona stagione e speriamo che i ragazzi facciano altri passi in avanti dopo quelli che hanno già fatto. Anche per il mercato dobbiamo aspettare, da mesi prepariamo il mercato e a seconda della competizione che faremo cambiano le scelte. Se la Lazio vince la Coppa Italia e tu finisci settimo, c’è una possibilità di rimanere fuori. Sono molto prudente e forse una volta che ho mandato il messaggio sbagliato abbiamo perso 3 partite. Dopo la Cremonese valutiamo insieme, facciamo le pagelle e potremo valutare meglio come società”.
CONTE – “Ho imparato tantissimo da lui, mi ha fatto soffrire tantissimo a livello fisico, di intensità. E a dicembre volavo, fisicamente mi sentivo fortissimo. Anch’io voglio intensità nella mia squadra, magari in un modo diverso, anche senza palla.
INFORTUNATI – “Tutti a disposizione a parte Addai. Sergi Roberto non può giocare tutta la partita, Vojvoda è tornato ad allenarsi”.
CASO ARBITRI – “Non penso mai alla malafede, altrimenti non andremmo in campo. Ci sono allenatori e giocatori di livello più o meno alto e per gli arbitri è uguale. Il mio comportamento in panchina è migliorato, sono meno agitato e sono contento della mia crescita su questo: contemporaneamente anche gli arbitri sono più aperti con me. Dobbiamo tutti aiutarci. L’arbitro dovrebbe essere la persona meno importante in una partita, la gente paga per vedere i giocatori. Non mi piace giudicare senza sapere esattamente cos’è successo. Ho visto il video dell’arbitro che si gira chiedendo se sia rigore, ma non la vedo nemmeno come una cosa drammatica: magari era un momento di difficoltà e una persona ha voluto dargli una mano, anche se so che non si può fare. Speriamo di parlare più di campo”.
GENOA – “A Marassi ho rivisto il mio Como al 100%. Davanti a 30mila persone e contro una squadra in un buon momento che ti pressa, potresti dire ‘mi sento male, non voglio la palla’. Invece abbiamo giocato con la nostra mentalità, coraggio, personalità, facendo sempre una corsa in più. Nel secondo tempo abbiamo deciso di non subire gol. Sono stato capitano di un Arsenal molto giovane: l’esigenza era massima ma i giocatori erano meno esperti ed era difficile, perché eravamo l’Arsenal e dovevamo vincere, ma dovevamo farlo con meno fisicità e meno esperienza. Una squadra giovane può peccare di troppa autostima o troppo poca”.
LAHDO – “A Genova quasi quasi lo facevo entrare, Da Cunha era diffidato, ma ho fatto entrare Kuhn. E’ stato infortunato, lo scouting l’ha seguito molto più di me e ci credono tanto, è giovanissimo, il livello qui è molto alto. Deve continuare a lavorare e a crescere, crediamo in lui per il futuro”.
SERGI ROBERTO – “Penso voglia ancora giocare, la testa è ancora da giocatore e quand’è in campo la differenza è grande anche a livello comunicativo e di atteggiamento, si vede che in questo è ad un altro livello. Qualche volta mi ha detto che vorrebbe allenare. Penso che sarà un grande allenatore, è un pensatore. Ma finché non fai il clic mentale da giocatore ad allenatore è difficile, perché è un altro mondo. La nostra porta è aperta a tutti. Abbiamo Gatto, Iovine, Cassetti, avevamo fatto un’offerta anche a Reina. Le persone con la cultura giusta qui sono sempre le benvenute. Poi vengono le scelte di vita e familiari”.
L’ANEDDOTO – “L’altro giorno abbiamo perso la semifinale contro l’Inter, arriviamo all’albergo all’1 di mattina e c’era Lorena, la persona che si occupa della cucina, che stava aspettando noi. Mi emoziono, l’ho abbracciata, questo ti fa vedere che tipo di persone vogliamo noi qua”.
PSG-BAYERN – “Penso di aver visto la miglior partita in vita mia. Ho goduto, mi ha fatto vedere dove sta andando il calcio moderno. Ho visto più tattica individuale che collettiva. Ho imparato tantissimo. Noi proviamo ad applicare alcune cose”.
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