Jean Butez ha concesso una lunga intervista ai microfoni del sito ufficiale del Como, ripercorrendo la sua carriera e raccontandosi. Innanzitutto riguardo al suo attuale club, dove sta facendo benissimo: “Io e la mia famiglia avevamo bisogno di scoprire qualcosa di nuovo e quale posto migliore del Lago di Como per crescere sia come famiglia sia calcisticamente dentro un progetto sportivo entusiasmante. Per me è stata una vera opportunità“.
Cresciuto nel Lille, nel 2017 è emigrato in Belgio dove ha vestito le maglie di Mouscron e Anversa (dove ha anche vinto il campionato) fino all’arrivo in Italia un anno fa: “Gli anni in Francia sono stati molto importanti, a Lille ho trascorso dagli 8 ai 21 anni. Il passaggio dalla Francia al Belgio è stato molto naturale, era importante per me giocare. È stata una vera opportunità restare vicino alla Francia e poter giocare, a 22 anni, nella prima divisione belga. Ho imparato molto. Questa esperienza oggi mi permette di essere più forte e sereno. In Belgio ho sposato Marion, che è mia moglie da diversi anni ormai. E poi ad Anversa l’arrivo dei nostri figli. Quelli sono i momenti più importanti della mia vita. Penso che Anversa resterà sempre una città molto speciale per me, mi ha permesso di crescere, di conoscere il senso di responsabilità da padre, un aspetto che mi permette di essere più sereno, più calmo in porta e di essere un uomo realizzato ogni giorno con i miei figli intorno”.
Il numero 1 biancoblu racconta anche qualcosa della sua vita familiare e personale: “Una serata con mia moglie senza calcio e senza bambini oggi è molto rara. Cerchiamo di concederci ogni tanto del tempo insieme per andare al ristorante o passare una serata solo noi due, perché per una coppia è molto importante avere questi momenti. In Francia ci piaceva molto andare a vedere un film, fare una bella cena al ristorante e poi chiacchierare davanti a un drink. Poter avere tempo senza telefoni, senza bambini e vivere veri momenti di qualità insieme, è questo che conta di più. Ci siamo conosciuti prima di avere figli e, anche se oggi siamo una famiglia e amiamo i nostri bambini più di ogni altra cosa, bisogna anche sapersi ritrovare senza di loro“.
Hobby? Per uno cresciuto a pochi chilometri da Roubaix e che ha passato diversi anni in Belgio, la risposta è semplice: “Mi piace molto andare in bici, fare mountain bike e bici da strada. Ogni tanto gioco a padel. Mi piace cucinare. Una pizza di buona qualità è il mio piatto preferito per un giorno libero, è divertente prepararla con mia moglie e i bambini. E se potessi imparare all’istante qualcosa fuori dal calcio, sceglierei di suonare il pianoforte. Amo molto questo strumento. Mi piace ascoltarlo prima delle partite, o a volte anche in macchina; ascolto brani a pianoforte per calmarmi e sentirmi un po’ più sereno. Me l’ha trasmesso mia nonna”.
Seguici su
Aggiungi calciocomo.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.


