I tifosi del Como e la doppia trappola del successo

La rapida ascesa del club fino ai vertici del calcio italiano costringe la piazza a gestire l'ubriacatura. Occhio al provincialismo, ma anche all'imborghesimento

Festa Tifosi Como via della città2
Photo credits: Pesi Massimi Como

Festeggiare, godere, riflettere, mischiando pancia e testa, lucidità e istinto. Quella che stanno vivendo i tifosi del Como è un’ubriacatura che va gestita con equilibrio. Con l’obiettivo di mantenere salutare l’ambiente, sì, ma anche e soprattutto per noi stessi. E’ anche nei momenti belli che si vede di che pasta è fatto un tifoso.

Ora il Como è forte…

Da un lato, non sarebbe forse assurdo continuare a ragionare come si faceva due anni fa? Se oggi un lariano dicesse “l’anno prossimo puntiamo alla salvezza”, sembrerebbe un po’ un alieno. Stesso discorso per le frasi tipo “cinque anni fa eravamo in C”: giusto ricordarsene, assolutamente, però la dimensione è cambiata. Ed è normale che chi ha a cuore i colori biancoblu sogni. Oltretutto è vero che a Mozzate le motivazioni se le danno da soli, però non è bene che da fuori filtri una sensazione di pancia piena. Il Como ora è una squadra forte e il buon sostenitore biancoblu adatta la propria forma mentis a questa nuova condizione.

…ma vietato imborghesirsi!

Però… Però bisogna stare attenti a non andare all’estremo opposto. Imborghesendosi. Iniziando a prendere per scontati i grandi risultati. A pretenderli. A storcere il naso e a far casino sui social se non arrivano. A valutare il progetto solo in base ai punti fatti. Ad aspettarsi che i nuovi acquisti ingranino subito, perché “bisogna arrivare in Champions anche l’anno prossimo”. Sarebbe una trappola, soprattutto in vista di una stagione ricca di impegni e quindi di insidie. Andrebbe a inquinare il tanto prezioso contesto in cui la squadra lavora. E poi una disposizione d’animo del genere va a discapito del singolo tifoso: lo fa sentire peggio, più lamentoso e meno felice. Le braccia di chi frequenta il Sinigaglia devono tendere più ad andare verso il cielo che non a incrociarsi polemicamente.

E allora godiamoci la “sbornia” con equilibrio. Senza rimanere anacronisticamente ancorati al vecchio status provinciale privo di speranze, ma evitando come la peste quella sottile forma di dannosa arroganza che spesso accompagna il successo.

Redazione

Seguici su

Aggiungi calciocomo.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami

5 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Commento da Facebook
19 giorni fa

Bravo!

Commento da Facebook
19 giorni fa

Vula Bass e schiva i sass

Commento da Facebook
19 giorni fa

Perfettamente d’accordo!!!🤍💙

Commento da Facebook
2 mesi fa

Bravo

Commento da Facebook
2 mesi fa

Perfettamente d’accordo 👏👏👏🤍💙

Articoli correlati

Mister Césc Fàbregas non avrà a disposizione Vigorito, Caqueret, Addai, Lahdo, Goldaniga e Kambwala, tutti...
Coppa dei Campioni - Champions League
Il modello matematico della società leader nei dati calcistici inserisce i lariani tra le possibili...
La classifica di Calcio e Finanza rimette ordine su chi è obbligato a vincere e...

Altre notizie