“Lo stadio non è intoccabile, nonostante i vincoli”

A dirlo è Alberto Artioli, colui che quei vincoli li richiese nel 1987

All’epoca fu presa molto male la decisione di vincolare l’area. Sicuramente se non fosse stato vincolato, oggi al posto dello stadio avremmo qualche albergo o condominio vista lago“. Lo racconta a La Provincia Alberto Artioli, già soprintendente e, soprattutto, colui che nel 1987 (era il funzionario responsabile per Como) chiese al ministero di mettere il vincolo sullo stadio Sinigaglia.

Lo strumento urbanistico“, continua Articoli, “aveva indicato una destinazione parte a verde e parte a insediamenti alberghieri… Parliamo di un monumento che non è certo rimasto intatto e per il quale, secondo me, ci sono margini di intervento. Come in un qualsiasi monumento degradato bisogna cercare di non manometterlo ulteriormente ma di recuperarne, nei limiti del possibile, i valori. Per come la penso io la presenza di un vincolo non significa che qualcosa è intoccabile, anzi in questo caso un intervento come quello di cui si parla può essere l’occasione per un ragionamento complessivo e organico. Non bisogna dimenticare che lo stadio si vede dalla città, ma anche dal lago e che un progetto deve ricucire tutto, poi sarà la Soprintendenza a valutare tutti i dettagli”. 

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