I colleghi di Radio Sportiva hanno contattato oggi il ds del Como Carlalberto Ludi per un commento post qualificazione alle coppe europee. E hanno anche coinvolto noi di CalcioComo.it per una sorta di ping pong di commenti. Ecco quanto detto dal dirigente biancoblu:
COSA RIMANE DI VERONA?
“Di ieri rimane la corsa sotto la curva, la felicità dei ragazzi, di Cesc che sta dando tutto sé stesso per portarci in una dimensione diversa e anche l’orgoglio del presidente. Ora le ultime due partite per capire quale Europa faremo. Il 10 maggio rimarrà sempre nel cuore dei tifosi lariani, dopo la promozione dalla B. Penso che Cesc l’abbia detto anche nel discorso pre-partita. Sono cambiati tanti giocatori, ma l’identità sta comunque facendo la differenza”.
QUANDO E’ ARRIVATO CESC IN PANCHINA, QUEST’EPILOGO ERA GIA’ SCRITTO?
“Questo era il percorso che avevamo in mente, ma tutto era da scrivere. Il suo calcio era molto coerente col progetto del presidente, fu una mossa molto, molto coraggiosa metterlo in panchina, lavorammo tantissimo nei primi mesi per far capire la direzione in cui volevamo andare e stiamo raccogliendo i frutti del lavoro di un professionista che, come ha detto Conte, è un predestinato”.
CALCIO OFFENSIVO, MA MIGLIOR DIFESA…
“E’ un discorso di equilibrio tecnico-tattico, un processo che è andato migliorando. Ci difendiamo con la palla, molto lontano dalla linea di porta”.
ORA SI SENTE LA PRESSIONE?
“L’ambiente è sempre molto equilibrato e supportivo. Sapevamo di dover testare la squadra al salire dell’importanza delle partite. Secondo me non stiamo patendo più di tanto, abbiamo forse sofferto il rimbalzo emotivo dopo le partite di Coppa Italia ma per il resto la squadra è sempre stata ambiziosa, focalizzata sul miglioramento settimanale, sulla crescita e sul correggere i difetti. La partita di ieri è stata, passatemi il termine, perfetta per il finale di stagione: una squadra che ha un obiettivo importante, non gioca una partita splendida dal punto di vista metodologico ma resta in partita e trova l’episodio per determinare e portarla a casa”.
SE UNA BIG CI PROVASSE PER FABREGAS, CHE SI FA?
“La forza di dire no ci veniva data anche dall’allineamento che c’è sempre stato col mister. E pensiamo che quest’allineamento ci sia tuttora, vedo un futuro roseo con Fabregas al timone”.
NICO PAZ PIU’ FACILE DA TENERE CON LA CHAMPIONS?
“La speranza c’è indipendentemente dalla Champions, lui sta molto bene a Como e con Cesc, si è creato un ambiente super favorevole alla sua crescita e lui ce lo fa capire tutti i giorni. Poi sono interlocuzioni a tre soggetti, ma non mi stupirei che fosse con noi anche l’anno prossimo. Speriamo, confidiamo, lavoreremo per tenerlo ancora”.
FAIR PLAY FINANZIARIO, ITALIANI IN ROSA E STADIO: SU COSA SI LAVORA DI PIU’?
“Direi 33-33-33 e il restante 1% per riposarci. Abbiamo le idee chiare. La questione-stadio non mi appartiene ma credo che tutto sia pianificato per permetterci di giocare in Europa nel nostro stadio. E’ possibile che lo scenario sia giocare a Como a partire dai gironi, mentre se andassimo in Conference i preliminari di agosto si potrebbero giocare a Reggio Emilia, ma dipenderà dai lavori. Per il resto la società ha sempre dimostrato di saper superare le criticità. Per me è più importante seguire il solco metodologico di Cesc piuttosto che soffermarsi sulle nazionalità”.
GABRIELLONI NELLO STAFF DI CESC?
“Vuole giocare ancora a calcio Gabri, è una cosa a cui penseremo nel futuro”.
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Grandissimo LUDI !!!!!