Ludi “smaschera” Cesc: «Già a gennaio parlava di Champions»

"Nelle ultime partite abbiamo fatto dei calcoli, 71 punti sono sempre stati sufficienti e la storia si è ripetuta", spiega il ds

Ludi - Fàbregas Champions League

Quando Cesc Fabregas diceva che non guardava mai la classifica, nessuno ci ha creduto davvero. Ma dopo le dichiarazioni rese ieri sera dal ds Carlalberto Ludi a Como Tv, il castello è venuto definitivamente giù. Lo diciamo naturalmente col sorriso, ma è interessante scoprire che, citando il dirigente, “già a gennaio nella riunione di mercato lui mi ha detto ‘andiamo in Champions, lottiamo per quello e proviamo a fare le cose fatte bene’. Poi man mano migliorando, vincendo anche partite in maniera dominante e quasi facile, abbiamo avuto la percezione della forza di questa squadra. Nelle ultime cinque/sei partite abbiamo fatto dei calcoli sulla classifica, negli ultimi anni 71 punti sono sempre stati sufficienti e ci siamo detti di provare a fare il massimo possibile sperando che la cosa si ripeta. E così è stato. La partita persa col Milan era stata una doccia fredda, perché contro queste squadre la sensazione era di non trovare mai una chiave adeguata, ma Cesc internamente l’ha usata come strumento di lavoro e io avevo la percezione che la squadra potesse regalare qualcosa di straordinario“.

ORGOGLIO PER IL LAVORO

Tantissimo. Abbiamo dei pilastri valoriali. Uno è l’apprendimento, pretendiamo che ogni giorno i ragazzi portino a casa qualcosa. Poi lavoriamo sull’abilità cognitiva, non vogliamo che i ragazzi si diano alibi e scuse. E infine la relazione, questo senso di famiglia, ci prendiamo cura di chi inseriamo in questo contesto e dell’ambiente. Oltre le qualità fenomenali di Cesc e dei ragazzi, anche tutto questo determina in parte il nostro successo. Quello che abbiamo costruito anche coi tifosi è clamoroso, chi viene al Sinigaglia mi dice che lì si vive un’energia diversa, un senso di comunità che fa la differenza. Siamo in luna di miele con la nostra gente. L’emozione e la soddisfazione sono incredibili. Ci credevamo, quasi lo sapevamo, dovevamo concentrarci sulla nostra partita e poi sperare che qualcosa potesse accadere. Ho visto gli ultimi due minuti da solo perché mi è piaciuto rivivere tutto il viaggio. Non so se potrà ricapitare, ma è il motivo per cui facciamo questo lavoro“.

I GAVETTONI

Uno me l’ha fatto sicuramente Diego Carlos. Infatti mi ero girato un po’ aggressivo, poi ho lasciato perdere, gli ho detto che ha fatto bene a farmelo e mi sono cambiato (ride, ndr)”.

Redazione

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Commento da Facebook
3 mesi fa

Uno che parla poco e ti dice quello che vuoi sentire tu ma poi con i fatti è uno dei più grandi.

Commento da Facebook
3 mesi fa

Lui è il vero artefice del miracolo insieme a fabregas….abbondino d’oro a loro e statua in piazza cavour

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