Mancini torna sulla panchina azzurra: “Vogliamo vincere tutto e riconquistare la fiducia dei tifosi”

Il nuovo corso della Nazionale riparte dall’ex tecnico campione d’Europa: modulo 4-3-3, fiducia nei giovani e obiettivo Mondiale per riportare l’Italia ai vertici

È iniziata ufficialmente la seconda avventura di Roberto Mancini sulla panchina della Nazionale italiana. Il commissario tecnico azzurro è intervenuto ieri nella conferenza stampa di presentazione del nuovo incarico, illustrando idee, obiettivi e filosofia del progetto che accompagnerà l’Italia verso i prossimi grandi appuntamenti internazionali. L’allenatore ha subito fissato l’obiettivo principale: tornare a vincere e ricostruire entusiasmo attorno alla Nazionale.

“Vogliamo provare a vincere ogni partita. Farò tutto il possibile affinché l’Italia giochi un calcio di qualità e per farmi perdonare quello che è successo tre anni fa. Con Gravina abbiamo chiarito: la responsabilità della mia partenza è stata mia, probabilmente se ci fossimo confrontati prima non sarebbe successo nulla”, ha dichiarato Mancini.

Fiducia nei giovani: il modello da seguire è Zaniolo

Uno dei punti centrali del nuovo corso sarà la valorizzazione dei giovani talenti italiani. Mancini ha ribadito la propria convinzione sulle qualità dei calciatori a disposizione, chiedendo tempo e fiducia per permettere loro di crescere.

“I giocatori ci sono, sono giovani e hanno qualità. Bisogna credere in loro e lavorarci. Ricordo il caso di Zaniolo: quando arrivò per la prima volta in Nazionale non aveva ancora giocato in Serie A. Al primo raduno era in difficoltà, al secondo sembrava un altro calciatore”, ha spiegato il commissario tecnico.

L’allenatore ha inoltre sottolineato l’importanza di un percorso condiviso tra le varie selezioni azzurre: “Under 21, Under 20 e Under 19 devono giocare con lo stesso sistema della Nazionale maggiore, così per i ragazzi sarà più semplice inserirsi nel gruppo principale”.

Contratto e ambizioni: “Vorrei vincere trofei”

Mancini ha poi parlato del suo nuovo accordo con la FIGC e della volontà di costruire un progetto duraturo. “La mia precedente esperienza è durata cinque anni, un periodo importante anche perché ricoprivo il ruolo che preferivo. Mi auguro di poter vincere uno o due trofei e, se ci saranno le condizioni, restare ancora alla guida della Nazionale”, ha affermato il tecnico azzurro.

Il 4-3-3 sarà il punto di partenza

Dal punto di vista tattico l’Italia ripartirà dalle certezze costruite durante la precedente gestione. Il modulo scelto sarà ancora il 4-3-3, sistema considerato ideale per sviluppare un calcio offensivo. “La base sarà il 4-3-3 perché può darci uno spirito più offensivo. Dovremo trovare nuovi Bonucci e Chiellini per accompagnare la crescita dei giovani”, ha spiegato Mancini.

Il commissario tecnico ha poi ricordato il percorso iniziato nel 2018: “Quando arrivammo, molti consideravano l’Italia la settima o l’ottava squadra d’Europa. Io non ero d’accordo. Se in quattro anni abbiamo ottenuto 37 risultati utili consecutivi, con la Spagna che ci ha tolto il record, significa che qualcosa di importante è stato fatto”.

Europeo, Mondiale e Nations League: gli obiettivi dell’Italia

Il nuovo corso azzurro avrà traguardi ambiziosi. Mancini vuole costruire rapidamente una squadra competitiva in tutte le competizioni.

“Quando l’Italia partecipa a un Europeo o a un Mondiale diventa sempre una squadra pericolosa. Il nostro obiettivo è creare subito un gruppo solido e puntare a ottenere risultati in Nations League, Europeo e Mondiale”, ha aggiunto il commissario tecnico.

Troppi stranieri in Serie A: l’appello del Ct

Mancini ha affrontato anche il tema della presenza degli stranieri nel campionato italiano, sottolineando la necessità di dare maggior spazio ai calciatori italiani. “La percentuale è praticamente la stessa di tre anni fa, purtroppo. La nostra speranza è vedere più italiani impiegati nei club. Se poi scelgono di andare all’estero e riescono a giocare con continuità, può essere comunque una soluzione positiva”, ha spiegato.

Attacco azzurro: fiducia in Pio Esposito, Kean e Retegui

Infine, il commissario tecnico ha analizzato la situazione del reparto offensivo, allontanando l’idea di una Nazionale priva di alternative in avanti. “Non credo che in attacco siamo messi così male. Abbiamo Pio, Kean e Retegui, e nessuno di loro deve essere considerato un giovane inesperto. Mi auguro che i nuovi attaccanti possano segnare gli stessi gol che Immobile ha realizzato in Serie A”, ha concluso Mancini.

Redazione

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