Manca sempre meno alla sfida tra Napoli e Como, gara valida per la seconda giornata di campionato e primo appuntamento casalingo per la squadra del neo tecnico Massimiliano Allegri, mentre per i lariani è la seconda trasferta consecutiva stante i lavori di ammodernamento dello stadio “Sinigaglia” per renderlo conforme alle normative UEFA per la partecipazione alla Champions League di cui ieri è stato effettuato il sorteggio della “fase campionato“.
Gli azzurri arrivano alla partita con il morale alto dopo il successo ottenuto all’esordio sul campo del Genoa, mentre il Como vuole reagire dopo il pareggio conquistato a Udine, un risultato che ha lasciato qualche rimpianto considerando le ambizioni della formazione allenata da Cesc Fàbregas.
La sfida del “Maradona” mette di fronte due squadre accomunate dalla ricerca del gioco e della qualità tecnica, ma con caratteristiche e momenti di forma ancora in evoluzione.
Napoli, possesso e qualità nella costruzione
Dopo una sola giornata di campionato è ancora presto per tracciare indicazioni definitive, ma alcuni elementi emersi contro il Genoa possono offrire una prima lettura del Napoli. La squadra di Allegri ha mantenuto una forte attenzione al possesso palla, chiudendo la gara con il 55% di controllo del pallone e una precisione nei passaggi vicina al 90%.
La costruzione offensiva resta quindi legata alla gestione della sfera e alla capacità di trovare gli spazi attraverso una circolazione ordinata. Gli azzurri hanno mostrato anche una buona intensità, con oltre 5 chilometri percorsi ad alta velocità, e una maggiore propensione rispetto al passato alla conclusione dalla distanza.
Delle 12 conclusioni totali contro il Genoa, ben 9 sono arrivate fuori dall’area, mentre non è mancata la ricerca dell’ultimo passaggio negli ultimi metri, con numerosi tocchi all’interno dell’area avversaria. Il Napoli ha inoltre privilegiato soprattutto lo sviluppo sulla corsia destra, da cui è arrivata una percentuale significativa delle azioni offensive.
Como, idee chiare ma condizione da migliorare
Il Como di Fàbregas presenta diversi punti in comune con il Napoli. Anche i lariani fanno del possesso e della qualità tecnica due elementi fondamentali del proprio gioco. A Udine la squadra ha chiuso con il 59% di possesso palla, anche se una parte importante della gestione è avvenuta nella propria metà campo. La precisione nei passaggi si è attestata sull’89%, con una buona capacità di arrivare nella zona offensiva.
Rispetto al Napoli, però, il Como ha sviluppato maggiormente il proprio gioco nella zona centrale della trequarti, dove ha cercato di creare superiorità e linee di passaggio. Nell’ultimo terzo di campo i lariani hanno completato 88 passaggi su 99 tentati, dimostrando una buona qualità nella fase di rifinitura.
Fàbregas non rinuncia al suo calcio
A Udine il Como ha confermato la propria identità tattica, mantenendo struttura e principi di gioco già mostrati nella gestione Fàbregas. Contro una squadra fisica e intensa come quella friulana, però, i lariani hanno sofferto soprattutto nella prima parte della gara, pagando una condizione atletica ancora non ottimale.
Le difficoltà maggiori sono arrivate sulle corsie esterne e sulle accelerazioni verticali dell’Udinese. Con il passare dei minuti, però, il Como ha ritrovato maggiore fluidità e ha iniziato a proporre un calcio più vicino alle proprie caratteristiche. Al “Maradona” è quindi lecito aspettarsi una squadra coraggiosa, pronta a giocare senza timori e senza rinunciare alla propria filosofia.
Napoli, due volti nella gara di Genova
Anche il Napoli visto a “Marassi” ha mostrato due interpretazioni differenti della partita. Nel primo tempo gli azzurri hanno lasciato maggiormente l’iniziativa agli avversari, abbassando il baricentro e cercando di gestire le energie contro una squadra più brillante dal punto di vista atletico.
Nella ripresa, invece, è emerso un Napoli più aggressivo e padrone del gioco, con una linea difensiva più alta, maggiore pressione e una ricerca più frequente delle giocate sugli esterni. Una caratteristica che potrebbe diventare una costante durante la stagione, soprattutto contro avversari tecnicamente validi come il Como.
Le possibili chiavi della partita
Il Napoli può fare male al Como sfruttando la velocità degli esterni, la capacità di attaccare gli spazi e gli inserimenti delle mezzali. Giocatori come Anguissa e McTominay possono rappresentare un pericolo importante negli spazi lasciati tra le linee, mentre la qualità individuale degli uomini offensivi può creare situazioni difficili per la difesa lariana.
Il Como, dal canto suo, proverà a controllare il ritmo della gara attraverso il possesso e la costruzione dal basso, cercando di portare il Napoli lontano dalla propria zona di comfort.
Un esame importante per entrambe
La sfida del “Maradona” rappresenta un test significativo per entrambe le squadre. Il Napoli vuole confermare il successo dell’esordio e migliorare ulteriormente l’applicazione delle idee di Allegri. Il Como, invece, cerca una risposta dopo il pareggio di Udine e la conferma di poter competere contro le grandi del campionato.
Una partita che promette equilibrio, qualità tecnica e soprattutto un confronto tra due filosofie di calcio basate sulla ricerca del gioco.
Seguici su
Aggiungi calciocomo.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.


Puntiamo al campionato.la Champions quest anno fa da palestra