Numeri da scudetto, ma sesto posto in classifica: ecco perché

Il Como di Fabregas ha la miglior difesa, il secondo miglior attacco e una super differenza reti, eppure... Nessun precedente simile negli ultimi 20 anni

Césc Fàbregas
Mandatory Credit: Photo by Fabrizio Andrea Bertani/Pacific Press/Shutterstock (15722516f)

La classifica del Como è bellissima considerando la nostra storia. Ma lascia tanti rimpianti guardando ai numeri. Siamo sesti nonostante abbiamo la miglior difesa (per gol subiti) e il secondo miglior attacco dopo l’Inter (per gol fatti). Ed è qualcosa che non ha precedenti recenti. Ciò risulta spulciando le classifiche alla 35esima giornata dell’ultima ventina d’anni in Serie A.

E’ accaduto qualche volta che una squadra risultasse fuori dalle prime cinque con un alto numero di marcature o con un basso numero di esultanze concesse agli avversari, ma mai con entrambi i dati positivi contemporaneamente. Il caso-limite è stato quello del Chievo nel 2009-2010: 11° a questo punto del campionato nonostante avesse la seconda miglior tenuta difensiva, però lì il problema era davanti. Ci sono stati poi tre casi di 6° posto col secondo miglior attacco (Udinese 2010-11, Lazio 2021-22) o la seconda miglior difesa (Juventus 22-23), ma sono comunque casi rari e in ogni caso almeno uno dei due fattori non era così positivo.

Il caso del Como è quindi unico. 

Anche considerando la differenza reti, che oggi per i lariani dice un eccezionale +31. Dal 2004-2005 ad oggi non è mai successo che una squadra con oltre +30 di differenza reti fosse fuori dalle prime cinque dopo 35 giornate. Registriamo un paio di quinti posti (Juventus 2020-21, Inter 2017-18), rarissimi, ma mai una sesta piazza. Anzi, spesso chi aveva un simile gap tra gol segnati e gol subiti era tra le prime tre. Pensate che a questo punto della scorsa stagione il Napoli era capolista con +30… 

COM’E’ POSSIBILE?

Non è facile trovare spiegazioni. Ma una c’è: i gol fatti non sono stati distribuiti in maniera uniforme, anzi. Su 59 reti biancoblu, ben 16 si sono polarizzate in appena tre partite (le due goleade al Torino e il 5-0 al Pisa). Di contro, siamo rimasti a secco in ben nove occasioni.

Interessante il confronto col Milan, che ha segnato undici volte meno di noi, non ha mai fatto scorpacciate (massimo tre gol) però è andato in bianco solo sette volte. Discorso simile per il Napoli secondo in classifica.

Una produzione offensiva pirotecnica ma poco costante quella lariana. Chiaramente incide pure l’età media: l’esuberanza giovanile porta ad esondare quando le cose vanno bene, ma nelle partite bloccate serve esperienza. Pesa anche il pessimo rendimento di Morata (da cui ci si attendeva incisività nei momenti caldi) e Kuhn, oltre ai problemi fisici di Addai e Diao.

Alvaro Morata (Photo by sportinfoto/DeFodi Images) 

Ad ogni modo il Como non è certamente l’unica squadra dell’ultimo ventennio a distribuire “male” le proprie reti. Vedere Fabregas e i suoi al sesto posto resta incredibile e probabilmente irripetibile, coi numeri di cui sopra. Ma la stagione non è finita e il Como può ancora risalire posizioni.

Redazione

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5 Commenti
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4 mesi fa

Perché siamo una squadra giovane, perché giocano insieme da 1 anno , perché forse non abbiamo quei 2/3 che ti risolvono certe partite con le squadre che si chiudono….MA VA BENE COSÌ, ALTROCHÉ! Ricordatevi comunque che stiamo vedendo e vivendo il Como più forte della nostra storia ….

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4 mesi fa

Ecco uno dei motivi per cui non sarei felice in caso di qualificazione in Europa League o Conference. Questa squadra merita di giocare in Champions League, sicuramente più di quelle che stanno davanti ora

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4 mesi fa

Senza fare piagnistei ma partite non vinte con Cagliari, Cremonese, e Genoa in casa ed è subito spiegato il gap statistico.
Aggiungiamo i 6 punti e saremmo li con il Milan penoso ( che tra l’altro ha quei tre punti in più vergognosamente portati via dal Sinigaglia)

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4 mesi fa

Abbiamo tenuto in panchina Douvikas per il 36 per cento dei minuti giocati dal Como.

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4 mesi fa

Vi dimenticate dí Morata…

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