A tre giornate dalla fine, il Como ĆØ matematicamente certo di chiudere tra le prime sette. Non solo: ĆØ sempre più vicino all’aritmetico piazzamento tra le prime sei, eguagliando cosƬ la storica stagione 1949-50, e qualificandosi per la prima volta in una competizione europea che non sia la Mitropa Cup. Un rendimento strepitoso, che nessuno avrebbe probabilmente pronosticato a inizio stagione, con concrete possibilitĆ di superare quota 65 punti e avvicinarsi ai 70.
Ormai le combinazioni che escluderebbero il Como da tutti i trofei UEFA sono puramente teoriche:
- La Lazio dovrebbe battere l’Inter in finale di Coppa Italia;
- Il Como dovrebbe non solo chiudere dietro alla Roma, ma anche farsi superare dall’Atalanta, a -7 quando mancano tre giornate alla fine. E tra l’altro in caso di arrivo a pari punti saremmo davanti.
Ieri la Dea avrebbe potuto riavvicinarsi a -5, comunque un distacco considerevole ma meno incolmabile. Col Genoa però ĆØ arrivato uno scialbo 0-0 che ha mantenuto inalterate le distanze. E ormai anche il tecnico atalantino, Raffaele Palladino, guarda in faccia alla realtĆ : āA fine campionato penso ci sia in generale un poā di stanchezza fisica. Avere più partite nella stagione vale per molti e io non vedo la squadra brillante come eravamo un mese e mezzo fa: penso sia un tema anche mentale, ma non posso rimproverare niente a questi ragazzi perchĆ© abbiamo fatto una buonissima prestazione. Dobbiamo difendere il settimo posto e abbiamo da affrontare tre belle partite: sono felice di essere qui e di aver ripreso una situazione delicata, visto che tutti quanti eravamo un poā preoccupati appena ero arrivato. Se mi chiedete se sono felice del settimo posto dico di no, ma cercheremo di fare le valutazioni assieme alla societĆ per rendere questa squadra ancora più forteā.Ā Queste le sue dichiarazioni riportate dai colleghi di CalcioAtalanta.
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