Senza di lui non si potrebbe giocare a calcio, ma spesso è lui a ritrovarsi al centro delle polemiche da parte delle tifoserie in primis, ma sempre più spesso anche da parte degli addetti ai lavori, che gli imputano sconfitte o pareggi delle proprie squadre a causa di errori, alcune volte anche abbastanza gravi. Stiamo ovviamente parlando della figura dell’arbitro. C’è chi tira in ballo la malafede, chi la “sudditanza psicologica” verso le grandi squadre, chi ancora gli dà del “venduto“. L’attuale stagione, purtroppo, sta mostrando ancora una volta allarmanti errori arbitrali sia in Serie A che in Serie B nonostante l’utilizzo del VAR, elemento invocato con forza in passato e ora che in uso quasi ripudiato, (LEGGI QUI) e fatto sorgere dubbi sulla qualità media della classe arbitrale italiana (LEGGI QUI). Una domanda che spesso molti tifosi si fanno è: “Ma quanto guadagna un arbitro per dirigere una gara?”
IL MOVIMENTO ARBITRALE ITALIANO
Prima di parlare di soldi è opportuno rilevare il numero di arbitri in Italia che, secondo una statistica del dicembre 2023, sono pari a 30.577 di cui appena 1.834 arbitri donna. Tanti? Considerando i campionati dilettantistici in Italia non proprio. L’organico della CAN A-B è infatti formato 47 arbitri, 84 assistenti, 13 operatori VAR e 5 assistenti VAR.
Bisogna poi sottolineare che in Italia, a differenza di alcuni altri paesi, l’arbitro non è un professionista, ossia svolge un altro lavoro oltre ad arbitrare. Non percepisce uno stipendio fisso, ma una quota in base alla gara arbitrata. Va da sé che più è alto il numero di gare, più alto è il livello del campionato della gara e più esperienza ha l’arbitro, maggiore sarà la quota percepita dallo stesso. Ovviamente il guadagno del “gettone” varia dal ruolo: se è arbitro sarà più elevato, se farà l’assistente meno e così via.
SERIE A
Ma in soldoni quindi quanto guadagna un arbitro? Come riporta una statistica dei colleghi di Italia Oggi un arbitro di Serie A per una singola gara può guadagnare..
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