Preziosi torna (ancora) sulla vicenda Messi: «Scartato dal Como? Io non l’ho mai visto»

L’ex presidente torna sulla leggenda del provino del giovane campione argentino, tra ricordi e polemiche

Db Genova 15/09/2013 - campionato di calcio serie A / Sampdoria-Genoa / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Enrico Preziosi

Oltre vent’anni dopo, il presunto provino di Lionel Messi al Como continua a far discutere. A rilanciare la vicenda è stato l’ex presidente Enrico Preziosi, ospite del podcast One More Time di Luca Casadei, dove ha ricordato che: «A 15 anni sarebbe stato scartato da Claudio Gentile e da un altro dirigente che era il vicepresidente. Avrebbero detto che era troppo piccolo per giocare». Preziosi ha aggiunto di essere stato in viaggio a Hong Kong al momento della visita del giovane argentino con il padre e di non averlo più visto al suo ritorno, ricordando che l’anno seguente Messi era già al Barcellona.

Incongruenze e precisazioni

Molti elementi della ricostruzione di Peziosi però non coincidono con i fatti. Messi, come riportano i colleghi de La Provincia, entrò nelle giovanili del Barcellona nel 2000, a 13 anni, rendendo impossibile il passaggio da Como a 15 anni. Inoltre, sembra esserci stata confusione tra Claudio Gentile, campione del mondo, e Carmine Gentile, direttore sportivo durante la presidenza Preziosi.

La versione del direttore sportivo

Carmine Gentile ha negato la storia: «Non ho mai visto Messi al Como, né ho mai detto che fosse troppo piccolo. Ogni vent’anni questa leggenda riemerge, ma è falsa. Mi occupavo solo della Prima squadra e non dei raduni dei ragazzi. Anche se fosse passato qui a 12 anni, nessun dodicenne è alto 1,80 metri. Confermo quindi che Messi non ha mai giocato a Como».

Il ricordo della presidenza

Durante l’intervista, Preziosi ha parlato anche della sua esperienza al Como dal 1997 al 2003: «Arrivai con la squadra in Serie C e rischiammo la C2 il primo anno. Poi la ricostruzione ci portò prima in Serie B e poi in Serie A. Lo stadio era fatiscente e promesse di ristrutturazione non mantenute portarono alla mia decisione di andare via».

La vendita della società

L’ex presidente ha raccontato della cessione del club ad Aleardo Dall’Oglio: «Dopo la vendita, la squadra scese in B e poi in C. Mi cercarono un capro espiatorio, e io sono diventato il “traditore” della città. Ho dovuto affrontare una condanna per bancarotta non concordata».

Il libro mai pubblicato

Preziosi ha infine accennato a un progetto editoriale: «Avevo scritto un libro con registrazioni e appuntamenti per spiegare la vicenda, ma non l’ho mai pubblicato».

Redazione

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