E’ stato pubblicato il bilancio consolidato 2024-25 del Como 1907, necessario per ottenere la licenza UEFA e comprendente non solo quanto strettamente legato alla squadra di calcio ma anche le attività collaterali: academy, proprietà immobiliari, negozi, contenuti digitali e agenzia di viaggi.
Tenendo conto di tutto ciò. le perdite d’esercizio passano dai 105 milioni precedentemente comunicati a 132 milioni. Tutti ripianati dalla proprietà, quindi il club non ha debiti di natura finanziaria. Tutto piuttosto normale: nella stagione presa in esame gli investimenti sono stati molto onerosi per passare da una rosa di Serie B a una che potesse arrivare al decimo posto. E quest’anno le ambizioni non si sono certo appiattite, anzi. Mentre i ricavi hanno bisogno di tempo per crescere. Sponsorizzazioni poco redditizie, plusvalenze ancora sostanzialmente assenti, ricavi extra-calcio che stanno crescendo e dovranno continuare a farlo. La squadra è cresciuta molto più velocemente rispetto a tutto il resto, ma si sta lavorando su ogni aspetto del club. Il monte ingaggi è persino basso per una squadra da alta classifica in Serie A; chiaramente a pesare sono state le spese per i cartellini ma anche tutti i costi di avviamento delle varie attività collaterali.
Recentemente Suwarso ha dichiarato di non avere grossi timori in ottica licenza UEFA: “Al momento siamo sotto di circa 75 milioni rispetto al tetto Uefa. C’è anche da dire che non esiste un case study come il nostro, cioè un club che nel giro di due anni è passato dal ritorno in A dopo oltre 20 anni ad arrivare in Europa. Però i ricavi stanno crescendo molto e questo ci fa pensare che in due o tre anni riusciremo a soddisfare i requisiti del financial fair play. Per le squadre che si affacciano in Europa per la prima volta o dopo tanto tempo, è concesso tale margine“. Prima però c’è da guadagnarsele sul campo, le coppe europee.
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