Mattinata importante per Mattia Liberali, pronto a compiere il primo passo ufficiale verso il suo trasferimento al Como. Il giovane trequartista si sottoporrà infatti alle visite mediche di rito a Monza, ultimo controllo prima della firma sul nuovo contratto.
Terminati gli accertamenti, il classe 2007 raggiungerà la sede del club lariano per completare gli ultimi dettagli dell’accordo che lo legherà alla società del presidente Mirwan Suwarso fino al 30 giugno 2031.
Un investimento da 6 milioni per il talento dell’Under 19 azzurra
L’operazione porterà nelle casse dei club proprietari del cartellino un totale di 6 milioni di euro, cifra corrispondente alla clausola rescissoria presente nel contratto del giocatore.
La somma sarà divisa in parti uguali tra Catanzaro e Milan: il club calabrese riceverà il 50% dell’importo, mentre l’altra metà andrà ai rossoneri, società che ha accompagnato Liberali nel suo percorso di crescita all’interno del settore giovanile.
Il progetto Como e la fiducia di Fàbregas alla base della scelta
Nonostante il forte interesse di numerosi club, tra cui lo stesso Milan che lo rivoleva in rossonero dopo averlo cresciuto, a spingere Liberali verso Como è stato soprattutto il progetto tecnico presentato dalla società. La possibilità di inserirsi in un percorso ambizioso e strutturato ha rappresentato un elemento decisivo nella scelta del giovane fantasista.
Il giocatore ha trovato grande sintonia con le idee di Cesc Fàbregas, tecnico che lo segue da tempo e che ha insistito per portarlo in riva al lago. L’allenatore catalano considera Liberali un profilo dalle grandi prospettive, destinato a ricoprire un ruolo importante nella crescita della squadra sia nel prossimo campionato sia negli anni successivi.
Duttilità tattica: tutte le soluzioni per il nuovo Como
Le caratteristiche tecniche di Liberali si sposano con il sistema di gioco utilizzato in riva al Lario da Fàbregas. Il giovane italiano può agire nel ruolo naturale di trequartista alterandosi come riserva di Nico Paz, ma anche giostrare al fianco del N°10 argentino in un possibile 4-3-2-1 dietro un centravanti fisico abile a giocare spalle alla porta e aprire spazi con sponde per gli inserimenti dei due trequartisti.
Un’altra soluzione potrebbe essere quella di impiegarlo come esterno offensivo mancino nel 4-2-3-1, anche se in questo caso lo tecnico catalano dovrà lavorare attentamente sul miglioramento della fase difensiva e dei movimenti senza palla del ragazzo.
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