Tardelli ricorda Marchioro: “A Como ebbe pazienza con me, mi aiutò a diventare un calciatore vero”

L’ex centrocampista campione del mondo racconta il rapporto speciale con l’allenatore scomparso a 90 anni e gli anni della storica promozione del Como in Serie A

Dopo le testimonianze di Gozzoli e Cavagnetto, arriva anche la voce autorevole di Marco Tardelli per ricordare Giuseppe “Pippo” Marchioro, storico allenatore del Como scomparso nei giorni scorsi all’età di 90 anni.

L’ex centrocampista della Nazionale italiana campione del mondo nel 1982 ha affidato a La Provincia il suo ricordo di un tecnico che ebbe un ruolo fondamentale nella sua crescita. Tardelli arrivò a Como giovanissimo, appena ventenne, disputando una sola stagione in maglia biancoblù, ma quella annata fu decisiva per la sua carriera e per la promozione in Serie A dei lariani nel campionato cadetto del 1974-75.

L’arrivo a Como e le difficoltà iniziali

Tardelli approdò sul lago dopo l’esperienza al Pisa, chiamato dal direttore sportivo Beltrami, che aveva intuito le qualità di quel giovane calciatore ancora da valorizzare. L’inizio, però, non fu semplice. Il trasferimento lontano da casa pesò molto sul ragazzo, che faticava ad ambientarsi nella nuova realtà.

“Quando arrivai a Como ero giovane e sentivo molto la lontananza da casa. Vivevo in un appartamento con altri compagni, ma facevo fatica ad adattarmi e nelle prime partite non riuscivo a esprimermi come volevo.”

Marchioro e il gesto che cambiò tutto

Fu proprio Marchioro, insieme al direttore sportivo Beltrami, a capire il momento delicato attraversato dal giovane Tardelli. La soluzione fu affidarlo alla guida del capitano Correnti, più esperto e capace di rappresentare un punto di riferimento.

“Marchioro e Beltrami decisero di farmi vivere con Correnti. Lui diventò una sorta di fratello maggiore, una persona che mi aiutò tantissimo. Marchioro ebbe grande pazienza con me, mi aspettò senza mettermi pressione.”

Un rapporto costruito anche attraverso piccoli gesti quotidiani, come quello di assicurarsi che il giovane centrocampista potesse rientrare a casa dopo ogni partita. “Mi faceva accompagnare alla stazione dopo le gare perché voleva che mi sentissi seguito e protetto. Per me fu un gesto importante, mi fece capire che teneva davvero a me.”

La trasformazione tattica che lanciò Tardelli

Arrivato a Como come terzino, Tardelli trovò la sua dimensione grazie a un’intuizione tattica di Marchioro. Il tecnico decise infatti di spostarlo in mezzo al campo, affidandogli il ruolo di mediano.

“Sono arrivato con il numero 3, poi Marchioro mi spostò a centrocampo. In quella posizione riuscivo a sfruttare meglio corsa, qualità e capacità di recuperare palloni.” Una scelta che cambiò la carriera del giovane talento, destinato poco dopo a trasferirsi alla Juventus e a diventare uno dei simboli del calcio italiano.

La notte della promozione e l’assist per Cappellini

Tra i ricordi più belli resta la partita contro il Verona, vinta 2-0 grazie alla doppietta di Cappellini, con un assist decisivo proprio di Tardelli. “Quella partita rimane indimenticabile. Feci la giocata sulla destra e servii Cappellini per il secondo gol. Ero quasi più felice per quell’assist che per un gol personale.”

Un’immagine rimasta nella memoria dei tifosi: Tardelli che corre esultando con una gioia incontenibile, anticipando idealmente il celebre urlo mondiale del 1982. “Era il gol che ci portava in Serie A. Ero felicissimo perché avevamo raggiunto qualcosa di storico.”

L’eredità di Marchioro e il Como di oggi

Tardelli ha ricordato anche la modernità delle idee di Marchioro, un allenatore capace di innovare senza semplicemente imitare modelli stranieri.  “Era un tecnico che studiava molto, ma poi costruiva le sue idee. Non copiava nessuno: voleva che le sue squadre giocassero a calcio e il nostro Como era una formazione spettacolare.”

Da commentatore Rai, l’ex campione del mondo segue con attenzione anche il Como attuale guidato da Cesc Fàbregas.

“Il Como sta facendo un ottimo percorso. Fàbregas sta lavorando bene e anche la società ha costruito una squadra competitiva acquistando giocatori importanti. Può continuare a stare nelle zone alte del calcio italiano.”

Redazione

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1 mese fa

Ricordo benissimo quella stagione 74/75 le miei prime volte allo stadio, e quella partita col Verona un Tardelli strepitoso 🤍💙

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