Morata e l’addio al Como: “Ho visto 24 uomini adulti piangere: lacrime che valgono più di gol e trofei”

L’attaccante spagnolo ripercorre la sua carriera a El Partidazo de COPE: il rapporto con gli spogliatoi, la nuova sfida al Leganés e il difficile periodo con Conte alla Juventus

Álvaro Morata continua a raccontarsi. L’ex attaccante del Como, oggi protagonista in prestito al Leganés nella Segunda Division spagnola, dopo quella con Cadena Ser ha concesso un’intervista ai microfoni di El Partidazo de COPE, ripercorrendo alcuni momenti della propria carriera e soffermandosi soprattutto sull’importanza dei rapporti umani costruiti durante il proprio percorso professionale.

Per l’attaccante spagnolo, infatti, il calcio non è fatto soltanto di risultati, reti e trofei, ma anche delle persone incontrate lungo il cammino. “Sono stato bene in ogni posto dove ho giocato perché, oltre alla parte sportiva, ho sempre avuto la fortuna di creare rapporti sinceri e amicizie autentiche.”

L’addio al Como e un momento rimasto nel cuore

Tra i ricordi più intensi degli ultimi mesi c’è sicuramente il saluto al Como, esperienza conclusa con il ritorno in Spagna. Morata ha raccontato un episodio particolarmente emozionante vissuto al momento della separazione dal gruppo dei suoi ex compagni.

“Quando ho lasciato il Como ho visto una ventina di uomini, 23 o 24 persone adulte, con gli occhi pieni di lacrime. Per me quella scena ha avuto un valore enorme, molto più grande di tanti gol segnati o di tanti trofei che ho conquistato in carriera” Parole che testimoniano il legame creato dall’attaccante con lo spogliatoio lariano e con un ambiente che lo aveva accolto con grandi aspettative poi non trasformatesi del tutto in realtà.

La nuova sfida al Leganés e il rifiuto di un top club

Morata ha poi spiegato le motivazioni che lo hanno spinto ad accettare una nuova sfida con il Leganés, una scelta dettata dalla voglia di sentirsi protagonista e vivere il calcio con entusiasmo. “Voglio essere qui. Sono arrivato con tantissima motivazione, sono felice e ho soltanto voglia di divertirmi, aiutare la squadra e dare il massimo.”

L’attaccante ha inoltre rivelato di aver ricevuto una proposta importante proprio nel giorno della firma con il nuovo club, ma di aver deciso comunque di rispettare la scelta fatta. “Il giorno in cui ho firmato con il Leganés mi ha chiamato un mio ex allenatore, oggi alla guida di una squadra di vertice, per provare a convincermi ad andare da lui. Ho scelto di dire di no.”

Il rapporto con Conte: un periodo difficile alla Juventus

Nel corso dell’intervista Morata ha parlato anche dei tecnici che hanno segnato la sua carriera, soffermandosi sull’esperienza con Antonio Conte ai tempi della Juventus. Lo spagnolo ha ammesso che quella fase non fu semplice dal punto di vista personale e sportivo, anche a causa di un infortunio e di una situazione nella quale non riuscì a trovare la piena sintonia con l’allenatore.

“Era l’anno del Mondiale e a Torino non stavo vivendo un momento semplice, anche per colpa di un infortunio. Con Conte non ci fu una grande intesa e devo dire che in quel periodo non mi sono sentito particolarmente aiutato.” Un rapporto comunque descritto senza rancore: “È una persona straordinaria e mi ha dato una grande opportunità, ma non posso nascondere che sotto la sua guida ho attraversato una fase molto complicata.”

Un nuovo capitolo per ritrovare entusiasmo

Dopo le esperienze vissute tra Spagna, dove ammette candidamente di tifare l’Atletico Madrid, Italia e Turchia, Morata ha scelto ancora una volta una strada personale, puntando su un ambiente nel quale sentirsi coinvolto e motivato. Il Leganés rappresenta così una nuova tappa di una carriera ricca di cambiamenti, ma nella quale l’attaccante continua a mettere al centro soprattutto i rapporti umani e il piacere di giocare a calcio.

Redazione

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