Dopo il trasferimento in Segunda Division spagnola e il debutto con la sua nuova squadra lo scorso 4 settembre, Álvaro Morata è tornato a parlare della sua esperienza al Como. L’attaccante spagnolo lo ha fatto nuovamente ai microfoni di Cadena SER, durante la trasmissione radiofonica El Larguero, spiegando le ragioni che lo hanno portato a lasciare il club lariano.
Il centravanti ha raccontato di aver avuto un confronto diretto con Cesc Fabregas, arrivando alla conclusione che la permanenza in riva al lago non fosse la soluzione migliore per il prosieguo della sua carriera: “Alla fine io e Cesc abbiamo parlato molto. Penso che non fosse la situazione giusta per me restare”.
L’infortunio che ha cambiato tutto
Morata è poi tornato sul problema fisico accusato nella passata stagione, un infortunio alla coscia che lo ha condizionato nel periodo tra dicembre e gennaio e che ha rappresentato un momento decisivo nel suo percorso con il Como.
“L’anno scorso ho iniziato giocando, fino a quando non mi sono infortunato. Ho avuto una lesione molto significativa e non avevo mai avuto un problema come questo”, ha spiegato l’attaccante spagnolo, sottolineando quanto quell’episodio abbia inciso sul suo rendimento e sulle sue sensazioni.
Stima totale per Fabregas
Nonostante la separazione, Morata ha voluto chiarire che con Fabregas non c’è alcun tipo di rancore. Al contrario, le sue parole sono state di grande stima nei confronti dell’allenatore catalano, considerato già pronto per guidare una squadra di altissimo livello mondiale.
“È un allenatore molto bravo. Non ho dubbi che resterà a Como finché lo vorrà, perché penso sia già preparato per qualsiasi squadra di alto livello”, ha dichiarato Morata. L’attaccante ha poi elogiato il percorso formativo del tecnico lariano, ricordando gli allenatori che hanno influenzato la sua crescita: “Ha avuto Conte, Mourinho e Guardiola come insegnanti. Penso che alla fine abbia un po’ di tutti loro”.
Un addio senza polemiche
Il rapporto tra Morata e il Como si chiude quindi senza tensioni, con il giocatore che ha voluto ringraziare pubblicamente Fàbregas per quanto fatto nei suoi confronti: “Non posso che sostenerlo a distanza e ringraziarlo, come sempre, per tutto quello che ha fatto per me”.
Una separazione maturata per esigenze diverse, ma accompagnata dal rispetto reciproco tra un attaccante di grande esperienza e un allenatore considerato tra i giovani tecnici più promettenti del panorama internazionale.
Seguici su
Aggiungi calciocomo.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.


leggere l articolo prima di scrivere
Lo stipendio più alto della rosa dato a un bidone
quello gli andava bene
Ma i soldi invece erano tutti giusti invece?????almeno dovresti avere la dignità di tacere