Maccoppi sogna in grande: «Il Como può diventare una serissima outsider per lo scudetto»

L’ex difensore biancoblù, protagonista in Serie A negli anni Ottanta, esalta la squadra di Cesc Fàbregas dopo il 4-1 al Manchester United: applausi per Milla, fiducia nel gruppo e attenzione alla gestione delle energie.

Stefano Maccoppi
Photo credits: Esport Como

Il Como continua a stupire e raccoglie consensi anche tra i protagonisti del suo passato. Stefano “Bobo” Maccoppi, ex difensore lariano e protagonista in Serie A negli anni Ottanta, ha commentato sulle pagine de La Provincia lo straordinario momento della formazione di Cesc Fàbregas. Presente sugli spalti del Sinigaglia in occasione della sfida europea contro il Manchester United, l’ex centrale non ha nascosto l’entusiasmo per la prestazione dei biancoblù.

«Che bel Como. Mi sono davvero divertito: la partita contro lo United mi ha riconciliato con il calcio. Sognare si può: il Como può diventare, e forse lo è già, una serissima outsider per lo scudetto. Se non quest’anno, l’anno prossimo».

La partita con il Manchester United: «Un massacro nella ripresa»

Maccoppi è rimasto colpito soprattutto dall’approccio della squadra e dalla capacità di gestire la gara senza perdere lucidità. «I primi venti minuti sono stati spettacolari. Poi il Como, senza forzare, ha creato due buone occasioni. Nella ripresa abbiamo assistito a un “massacro”: Manchester non pervenuto, ma il Como ne ha approfittato soprattutto per le sue qualità».

Tra i protagonisti più apprezzati dall’ex difensore c’è anche un giocatore meno appariscente, ma fondamentale negli equilibri della squadra: Milla. «Ovviamente Paz mi è piaciuto, anche Da Cunha è stato strepitoso in quella posizione. Ma su tutti dico Milla. È un giocatore fantastico, fa sempre la cosa giusta senza essere al centro dell’attenzione».

Maccoppi ne sottolinea soprattutto il lavoro tattico e la capacità di leggere le situazioni: «Quando partiva Ramon si fermava a coprire, a ogni sbaglio è il primo ad andare a recuperare il pallone e riesce quasi sempre a giocare un pallone “ripulito”. Sa dettare ritmi come pochi altri: è il metronomo che ogni allenatore vorrebbe avere in squadra. Ancora una volta, Fàbregas ci ha visto giusto».

Ramon promosso, ma serve più attenzione

Nonostante l’apprezzamento per la squadra, Maccoppi non risparmia una critica a Ramon, protagonista anche del quarto gol contro il Manchester United. Secondo l’ex biancoblù, il difensore avrebbe potuto gestire meglio alcune situazioni, soprattutto in occasione della rete di Zirkzee.

«Intendiamoci, è fortissimo. Ha anche segnato il quarto gol che ha chiuso la partita, ma era un’azione rischiosa, il Como avrebbe potuto subire il quarto gol. A casa ho rivisto il gol di Zirkzee: lo marcava lui e poteva fare decisamente meglio. In Champions non si può mai abbassare la guardia, nemmeno con tanti gol di vantaggio».

Obiettivo ottavi e rotazioni: Fàbregas dovrà dosare le energie

Il Como può guardare con fiducia anche al percorso europeo, ma per Maccoppi sarà decisiva la gestione delle forze in una fase della stagione ricca di impegni ravvicinati. «In questo momento è l’italiana più accreditata per il passaggio agli ottavi, si può fare. Ora però la palla passa nuovamente all’allenatore. Solo lui conosce i suoi uomini e sa come stanno: con tanti impegni ravvicinati dovrà essere bravo a centellinare e dosare le forze».

In vista della sfida contro il Sassuolo, l’ex difensore si aspetta qualche cambiamento nell’undici iniziale e un maggiore coinvolgimento dell’intera rosa.

«Cesc dovrà essere bravo a coinvolgere tutti, perché avrà bisogno dell’intera rosa. Soprattutto, mi aspetto che faccia quadrato e sappia richiamare attenzione e concentrazione. Per questo mi aspetto qualche cambio, dando riposo a chi ha dato tutto contro il Manchester: i giocatori ci sono e penso a Caqueret, Ricci e Liberali e a Sanchez».

Sinigaglia, un ambiente da applausi

Il giudizio finale di Maccoppi riguarda lo stadio e il legame tra la squadra e i suoi tifosi. Anche il Sinigaglia in versione europea ha lasciato il segno, grazie a un’atmosfera capace di unire entusiasmo per il presente e rispetto per la storia del club.

«C’è un ambiente straordinario. Ho visto attaccamento alla squadra, senza dimenticare il passato: una miscela vincente».

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