Breve, ma intensissima. Tale è stata l’esperienza di Emiliano Mondonico alla guida del Como. Stagione 1986-87, per qualcuno la più brillante della nostra storia prima di quest’epopea Hartono. 10° posto, poco spettacolo – anche per i problemi fisici di Borgonovo e Corneliusson – ma grande resa. Paradisi in porta, Bruno, Maccoppi, Tempestilli e Albiero dietro (seconda miglior difesa del campionato) e poi Centi, un giovane Invernizzi, Notaristefano, Mattei, Todesco e i gol pesanti di Giunta. Al Sinigaglia fermammo il Napoli poi scudettato, la Juventus seconda, l’Inter, il Verona scudettato due anni prima… Sì, quel giovane mister bergamasco si rivelò al grande calcio proprio a Como.
Andò via a fine stagione, tra le perplessità dei tifosi, che nel corso della stagione lo contestarono ferocemente ma che all’ultima giornata gli dedicarono alcuni cori. “Durante il nostro rapporto qualcosa si è incrinato e ci siamo accorti che non abbiamo più le stesse unità d’intenti. Specie sotto il profilo caratteriale ormai eravamo troppo distanti“: dixit il presidente Gattei. Il mister rispose di non aver compreso la scelta della società. E spiegò che in provincia non esistono solo oasi di felicità, ma anche paludi piene di bisce d’acqua. Un divorzio tranquillo, insomma…
Il “Mondo” tornò in B, ma all’Atalanta, squadra della sua città, che tra l’altro pur essendo retrocessa avrebbe giocato la Coppa delle Coppe. Da lì, la sua carriera visse un decennio brillantissimo tra Bergamo e Torino. E nel 2004 si regalò anche la soddisfazione di riportare in A la Fiorentina. Mondonico è mancato esattamente otto anni fa, il 29 marzo 2018, dopo una brutta malattia. Salutato con tanto affetto anche dai tifosi del Como, che avevano capito il suo valore forse prima del proprio presidente.
Seguici su
Aggiungi calciocomo.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

