Fabregas studia da Inzaghi: partite ben preparate e Goldaniga “alla Bisseck”

Il tecnico catalano sembra in netta crescita ed è riuscito a sorprendere gli ultimi due avversari

Quanti sono gli indizi che fanno una prova? Tre. Noi siamo a due di fila, quindi ce ne manca uno. Di cosa parliamo? Della crescita di Cesc Fabregas in uno specifico campo: la preparazione delle partite. Chi scrive non ha il diploma di Coverciano e quindi ha competenze limitate. Però la sensazione vedendo il Como contro Roma e Inter è stata di una pianificazione quasi maniacale dei due appuntamenti. Dieci giorni fa coi giallorossi tutto è filato liscio: perfetti sia il primo tempo a gestire una squadra senza centravanti, sia la ripresa ad aggredire una squadra che avendo Dovbyk andava tenuta lontana dalla nostra area. Contro l’Inter c’è stato invece un imprevisto: il gol subìto su palla inattiva. Ma l’impressione è stata la stessa: partita molto ben preparata, con VDB e Fadera a fare tutta la fascia limitando parecchio gli esterni interisti, tre linee molto compatte a formare quasi un 5-4-1 e poi la chicca: Goldaniga.

Qui Cesc ha forse preso spunto dallo stimatissimo Inzaghi, specialista nello schierare un undici molto intercambiabile con difensori che spesso vanno a fare gli attaccanti e viceversa. In particolare una delle caratteristiche dell’Inter di questi ultimi tempi è il braccetto destro che spesso si butta in area avversaria, che sia Pavard o Bisseck, causando scompiglio nella difesa avversaria. Goldaniga ha provato a fare esattamente la stessa cosa. Non di rado si è trovato in posizione da gol (ricordate il salvataggio di Augusto? Lì in agguato c’era il nostro 5). Non solo: quando la palla ce l’aveva l’Inter, si sganciava dalla linea non lasciando un attimo di fiato a Lautaro o andando a mettere pressione a Dimarco, comunque togliendo agli avversari una fonte di gioco.

Le posizioni medie Sofascore di Inter-Como. Il numero 5 di Goldaniga è molto più alto di Dossena e Kempf, addirittura più alto dei due mediani.

E prima di Como-Roma? Fabregas non preparava le partite? Ovviamente le preparava. Ma… Lasciamo perdere la trasferta di Venezia che si è giocata in condizioni bizzarre. Pensiamo a Como-Monza: la sensazione fu di una squadra un po’ monocorde, che non aveva sempre le idee chiare su cosa fare. Soprattutto, non abbiamo mai visto un Nesta in difficoltà di fronte a qualche carta sparigliata. Cosa che invece è successa contro i ben più esperti Ranieri e Inzaghi.

E quindi? Quindi la speranza è che nel momento più buio a livello di risultati, da buon vincente Cesc abbia cercato di dare ancora di più, di trovare variazioni, di alzare l’asticella. Anche a costo di derogare un pochino da alcuni suoi dogmi (come la difesa a 4, accantonata a San Siro). Cosa si inventerà contro il Lecce? Saprà stupire anche l’allenatore di una piccola?

Redazione

Seguici su

Aggiungi calciocomo.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami

0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

Dopo la vittoria nel debutto di Champions League contro il Lipsia mister Césc Fàbregas potrebbe...
Nella competizione europea più importante nessuna squadra di Serie A ha mai fatto più di...

Altre notizie