Un ascoltatore di Radio Sportiva ha chiesto a Fabrizio Biasin se davvero avere il Como in Champions al posto di realtĆ come Juventus e Milan sia una notizia da festeggiare. Il concetto riporta la memoria al defunto progetto Superlega, presupponendo che vedere un Como-Bodo/Glimt non faccia bene neppure alla UEFA.
Questa la netta risposta del giornalista, interista ma nato a Como e “simpatizzante” biancoblu: Ā«Sono in totale disaccordo. Io credo che le societĆ che quest’anno hanno fallito i loro obiettivi, al limite debbano prendere esempio da chi ĆØ riuscito a fare qualcosa di impensabile. PerchĆ© ĆØ vero che il Como ha disponibilitĆ economiche importanti, ma ĆØ anche vero che, se vai a vedere, non ha buttato via un euro dei suoi investimenti, e probabilmente sta diventando un modello di gestione e forse andrebbe copiato più che contrastato. Tu dici: chi vedrĆ questa partita all’estero? Noi continuiamo ad avere una visione un po’ miope delle cose. Se guardiamo soltanto all’Italia, non ci rendiamo conto che il Como, che fino a pochissimi anni fa era una squadretta di provincia, che nessuno conosceva fuori dai nostri confini, sta facendo un lavoro importante anche fuori dal campo, al punto che all’estero si parla del Como. Poi questo non significa che al primo anno in Champions League ci saranno miliardi di persone a guardare le partite, ma stanno crescendo. Ć la tendenza che va vista. Il Como ĆØ una societĆ in grande crescita. Altre societĆ ben più importanti fanno fatica ad avere questa crescita, e quindi forse, più che contrastare il Como, dovremmo sposare il suo progetto, copiarlo, provare a fare le stesse cose. Uno dice: beh, ma ci vogliono i soldi. SƬ, ma neanche cosƬ tanti, perchĆ© se andiamo a vedere, probabilmente le squadre che sono rimaste fuori dalla Champions hanno investito più del Como, ma lo hanno fatto maleĀ».
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