Alla vigilia di Torino–Como, in programma lunedì alle 18.30, Césc Fàbregas ha fatto il punto sui rientri dalle nazionali: «Sono tornati tutti bene, tranne Diao. Posch è rientrato dopo essersi qualificato al Mondiale, Vojvoda ha fatto molto bene con il Kosovo e giocherà il playoff».
Il tecnico ha confermato che «sono tutti a disposizione, eccetto Diao, Sergi Roberto e Goldaniga», sottolineando come il gruppo abbia recuperato entusiasmo dopo gli impegni internazionali.
Fabregas pretende più coraggio negli ultimi metri
Uno dei temi centrali della conferenza è stata la crescita offensiva. «Dobbiamo essere più ambiziosi davanti all’area, più determinanti», ha spiegato Fabregas, ribadendo che la squadra deve trasformare dominio e possesso in gol.
Sul calendario, ha anche svelato una novità: «A dicembre faremo un allenamento a porte aperte allo stadio. Non vi dico ancora il giorno… avete le telecamere nascoste?», ha scherzato.
Il pari col Cagliari e le critiche sul presunto calo
Il tecnico ha respinto l’idea di una flessione: «Quando vedi le partite, ora vedi un Como molto dominante. Abbiamo numeri importanti».
Riguardo alle occasioni mancate: «Dal 30′ al 60′ abbiamo fatto una partita molto intensa. Morata ha avuto tre chance nitide, Diao era in linea col difensore… ma ci manca l’aggressività per chiudere le azioni».
Fabregas ha parlato anche del lavoro quotidiano: «Ho fatto vedere video ai ragazzi: è un processo. Non abbiamo ancora quella fame di chi entra e vuole spaccare la partita, ma arriverà».
Analisi del Torino: rispetto e determinazione
Sul prossimo avversario: «Il Torino sta facendo un ottimo campionato. Se pensi che sarà difficile, lo sarà. Dobbiamo vincere con le nostre idee».
Il tecnico ha elogiato i granata: «Hanno difensori esperti, Asllani è un grande giocatore, Casadei lo conoscete, Adams è internazionale, Ngonge è differenziale. E poi c’è Baroni, un grande mister».
Fabregas guarda anche al contesto: «Lo stadio, l’ambiente… tutto sarà intenso. Dopo la pausa serve massima attenzione».
Il punto sui singoli: Da Cunha, Morata, Vojvoda e Smolcic
Sul rendimento di Da Cunha: «Sono molto contento di lui, lo prenderei sempre. In due anni ha saltato tre allenamenti: questo dice tutto».
Attenzione anche alle critiche verso Morata: «Troppo? No, questo è il calcio. Sarebbe un problema se non avesse occasioni, invece ne ha sempre una nitida a partita. Calma: Henry all’Arsenal non segnò per sei mesi, poi diventò il miglior marcatore».
Su Vojvoda e la pressione dei playoff: «È la cosa più bella. Significa che ti stai giocando qualcosa. Lui è tranquillo, molto più di quanto si pensi».
Riguardo a Smolcic: «È migliorato tanto. Siamo una squadra offensiva, serve stabilità, e lui sta crescendo molto».
Kempf verso il rientro, il caso Diao rimane aperto
Su Kempf: «Non era al 100%, ma ora sta bene. Ha fatto un allenamento lungo e intenso, credo sia disponibile per partire dal primo minuto».
Molto chiara invece la posizione su Diao e la Coppa d’Africa: «Per me non ha senso. È stato fuori sette mesi, ha giocato tre spezzoni e ora rischia di farsi male di nuovo. È tornato dal Senegal con un problema: non deve andare». Tempistiche: «Proveremo ad averlo con l’Inter, ma è più probabile con la Roma».
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