Le parole di Cesc Fabregas dopo la sfida contro l’Inter hanno fatto rumore, più del risultato stesso. Il tecnico spagnolo, al termine del match perso contro i nerazzurri, ha fatto una dichiarazione netta, lucida, ma anche carica di ambizione:
“Dobbiamo migliorare tanto, in campo si è visto che siamo molto lontani dall’Inter. Loro sono migliori di noi, fa male ma bisogna accettare la realtà.”
Un’analisi tecnica e realista, certo, ma anche un messaggio rivolto alla società. Perché Fabregas non si è fermato a un semplice complimento:
“Analizzando tante partite, l’Inter ha una qualità altissima. Sono fortissimi, per me la migliore d’Italia, una delle migliori d’Europa. Il palleggio, la conduzione, la fisicità… troppo forti. Però mi piace.”
Un’ammirazione che non è una resa, ma un punto di riferimento. Come sottolineano i colleghi de La Provincia, non è la prima volta che Fabregas elogia l’Inter, già definita “la squadra più forte d’Italia” alla vigilia della sfida. E anche nel rendere omaggio al Napoli per lo Scudetto della stagione scorsa, ha ribadito:
“Se lo meritano perché hanno battuto la squadra più forte d’Italia.”
Ma ciò che più ha fatto discutere è il tono con cui ha marcato il divario tra Como e Inter, proprio dopo una stagione da incorniciare, in cui da allenatore esordiente ha centrato uno storico decimo posto in Serie A. Invece di celebrare i risultati ottenuti, Fabregas ha voluto rilanciare la posta in gioco, facendo capire che non accetterà compromessi sul futuro del progetto tecnico.
Il suo messaggio sembra chiaro: se resterà alla guida del Como, lo farà solo con una squadra competitiva, capace di lottare per qualcosa di più che una semplice salvezza. Niente “anno di transizione” o pacche sulle spalle per la stagione da neopromossa: l’ambizione è europea.
Fabregas vuole costruire un Como che non si limiti a partecipare. Le sue parole possono sembrare dure o fuori contesto, ma in realtà servono a lanciare un monito alla proprietà: servono rinforzi, servono investimenti, serve una visione che superi il semplice galleggiamento nella massima serie.
È il profilo di un allenatore che non vuole accettare limiti culturali o finanziari imposti alla “provinciale” italiana. Non vuole sentirsi dire che serve tempo o che è presto per sognare l’Europa. Fabregas è pronto a correre.
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