Cosa si dice solitamente ai compleanni? “Auguri!” Un modo per manifestare la propria speranza che quella persona abbia davanti un futuro migliore, positivo.
Oggi il Como compie 119 anni, ma ci si sente quasi in imbarazzo a fargli gli auguri. Perché cosa può esserci di ancora migliore rispetto a ciò che stiamo vivendo ora? Società straordinaria, rosa giovane e talentuosa, allenatore già tra i più bravi del panorama internazionale, risultati sportivi in continua crescita, settore giovanile in pieno sviluppo, stadio in continuo abbellimento. E ora la gemma della qualificazione in Champions League con quarto posto, miglior difesa, secondo miglior attacco e finale di Coppa Italia sfiorata. A inizio stagione la squadra era sì ambiziosa, ma un bilancio del genere era impensabile.
La ricorrenza della fondazione del club – il 25 maggio 1907 nel bar Taroni, in centro città – è spesso arrivata in momenti bui. Pensiamo al centenario, festeggiato in Serie D. Ora è tutta un’altra cosa. Il 119° compleanno arriva quando il sole del Como è allo zenit: un mezzogiorno biancoblu che sta illuminando tutta Italia. I tifosi potrebbero chiedere di meglio? Probabilmente no. O forse sì, forse il club continuerà a crescere fino a raggiungere vette che nessuno si azzarda nemmeno a immaginare, mettendo sempre più in ombra le “strisciate” che ora si leccano le ferite.
E allora al Como e a chi gli vuole bene niente auguri. Solo un invito a godersi il momento e a non prendere mai per scontati i successi. Oggi probabilmente meglio qualche birra rispetto alla classica fetta di torta…
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