Questa sera, vista l’assenza per infortunio di Lautaro Martinez capitano neroazzurro e capocannoniere della Serie A con 16 reti, guiderà l’attacco dell’Inter all’assalto della miglior difesa della Serie A, quella del Como. Lo farà in coppia con il francese Marcus Thuram in una tandem offensivo davvero molto fisico.
Ieri intanto Francesco Pio Esposito è intervenuto sulle pagine de Il Corriere della Sera con una bella intervista in cui ha parlato degli inizi allo Spezia, della fiducia di Chivu, del rigore sbagliato contro la Bosnia e della mancata qualificazione al Mondiale dimostrando grandissima maturità per un ragazzo di 20 anni che è solo alla terza stagione da professionista e alla prima in Serie A.
ASPETTATIVE ESAGERATE QUANTO LE CRITICHE
Il 20enne centravanti nativo di Castellamare di Stabia ha parlato delle enormi aspettative sul suo conto e delle critiche ricevute: “C’è molta esagerazione su di me, sia in positivo che in negativo. Sono solo un ragazzo che arriva dalla Serie B, dove non mi è stato regalato nulla, e ora sto cercando di fare bene nella mia prima stagione all’Inter. Ma non credo di avere ancora il diritto di essere paragonato a certi nomi”.
Esposito, pur disputando solo 10 partite da titolare in Serie A sulle 29 finora giocate, ha realizzato 6 gol e fornito 4 assist che si sommano alle 2 reti e 2 assist messi a referto in Champions League e al gol relizzato in Coppa Italia, ha sottolineato che non è mai stato il tipo da fare affermazioni arroganti sulla sua carriera: “Non ho mai detto di essere un fenomeno o di valere cifre esorbitanti. Il mio obiettivo è dare il massimo ogni giorno“.
I PRIMI DUE ANNI DA PROFESSIONISTA ALLO SPEZIA
Il più giovane dei tre fratelli Esposito è tornato poi sui suoi inizi di carriera tra i professionisti con il biennio trascorso allo Spezia: “La prima stagione è stata difficile, ho faticato molto con il salto dalla Primavera alla Serie B. Ho segnato solo 3 gol, e la squadra si è salvata all’ultima giornata. Ringrazio mister Luca D’Angelo che ha sempre creduto in me, quella rete al Venezia all’ultima giornata è stata la mia svolta.”
La stagione successiva la definitiva esplosione con 19 gol realizzati (di cui uno solo su rigore), 10 pali colpiti e 3 assist serviti: L’estate successivo avevo la possibilità di passare alla Sampdoria che mi offriva di più economicamente, ma ho rifiutato per continuare con chi aveva creduto fin da subito in me. E alla fine, la stagione successiva è andata come tutti sappiamo. Mi ritengo fortunato ad aver passato due stagioni in maglia bianca. “
LA NAZIONALE E LA MANCATA QUALIFICAZIONE AL MONDIALE
Un momento particolarmente doloroso per il N°94 dell’Inter (numero che indossano tutti e tre i fratelli Esposito che rappresenta il “rione Cicerone” di Castellamare di Stabia dove i tre ragazzi sono cresciuti tirando i primi calci al pallone e dove hanno riqualificato e consegnato alla comunità il campetto da calcio del quartiere, Ndr) è stato il rigore sbagliato contro la Bosnia durante la finale Playoff per il Mondiale. Rivivendo quegli attimi, ha ammesso: “Quando ho calciato il rigore, non riuscivo a comprendere cosa fosse successo. Ero distrutto. Il primo pensiero è stato che avevo deluso i compagni, la famiglia, gli amici, tutti quelli che mi sostenevano“.
Nonostante la delusione Esposito, che da debuttato in questa stagione l’Italia maggiore siglando 3 gol in 7 partite, ha espresso la volontà di superare questo episodio: “So che calcerò altri rigori, segnerò ancora, e sì, sbaglierò anche. Quel giorno ho scelto di prendermi la responsabilità di tirare per primo, mi sentivo pronto, ma purtroppo è andata male“.
IL RAPPORTO CON MISTER CRISTIAN CHIVU
Fortissimo il rapporto con l’allenatore dell’Inter Cristian Chivu che fin dalle giovanili ha sempre creduto in lui: “Gli devo tanto per la fiducia che ha avuto in me fin dall’inizio quando mi ha fatto capitano della Primavera dopo avermi convocato da sottoleva, ero il più giovane. E anche questa estate ha dimostrato ancora grande fiducia in me confermandomi subito in squadra. Un sogno alternativo? No, ho sempre voluto fare il calciatore e ho esaudito il primo sogno. Adesso devo inseguire tutti gli altri”.
LA SOSTITUZIONE DI LAUTARO MARTINEZ AL SINIGAGLIA
Stasera, come detto, a Francesco Pio Esposito toccherà non far rimpiangere Lautaro Martinez al “Sinigaglia” nel big match di giornata in Serie A contro la miglior difesa del torneo, ossia quella del Como.
“Lautaro? Lui è completo in tutto. Ma quello che ti emoziona è la sua ‘cattiveria’, la sua passione in quello che fa che mette in ogni allenamento e non solo in partita. La fame che ha è impressionante: svolge ogni allenamento come se fosse la finale di un Mondiale!”
Per il 20enne centravanti l’argentino è anche un punto di riferimento da cui trarre ispirazione: “Cerco di apprendere il più velocemente possibile i consigli dello staff e dei compagni di squadra. E’ il mio modo di approcciarmi, da sempre, alla professione del calciatore. Per stare al livello di certi campioni è la mia arma principale.”
E sulla sfida al Como di questa sera: “Veniamo da una splendida e convincente vittoria per 5-2 sulla Roma, un successo che davvero ci voleva! C’è ottimismo per la sfida contro il Como e il prosieguo della stagione: ci crediamo al massimo!“
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