Savoldi: “Essere figlio di Beppe Savoldi? Non è stato facile, ma mi ha insegnato tanto”

Gianluca Savoldi racconta la sua carriera, il legame con il padre, e l’esperienza da allenatore nelle giovanili del Renate in un’intervista esclusiva a La Provincia

Gianluca Savoldi, nato nel 1975 e figlio dell’iconico attaccante Beppe Savoldi, è un ex del Napoli e in carriera ha vestito anche maglie delle principali avversarie del Como come quelle di Lecco, Monza e Varese, ma mai quella dei lariani. A distanza di anni, l’ex giocatore rivela un aspetto più intimo della sua vita: “Sono arrivato a Como per amore. Ho incontrato Valentina a una festa a Milano circa quindici anni fa. Da dieci anni vivo qui, proprio a due passi dallo stadio, dove spesso vado a piedi.” Lo ha fatto ai microfoni dei colleghi de La Provincia a cui ha concesso un’intervista esclusiva in vista della sfida di Coppa Italia proprio tra il “suoNapoli e il Como.

Il legame con l’Atalanta e l’amicizia con Ungari

Quando gli viene chiesto di Como-Atalanta, Gianluca risponde senza esitazioni: “Vado spesso a vedere il Como, ovviamente. E poi, essendo bergamasco come mio padre Beppe, l’Atalanta ha sempre un posto speciale nel cuore.” Durante il match, si trovava in compagnia di un vecchio amico: “Ero insieme a Ungari, un grande amico che ho ritrovato qui. Abbiamo giocato insieme nel Crema, quando io uscivo dalle giovanili dell’Atalanta.

Napoli-Como: emozioni contrastanti

Con la partita Napoli-Como all’orizzonte, Gianluca non nasconde la sua emozione: “Sarà una partita interessante, molto aperta a ogni risultato. Napoli? Ci sono stato da bambino, dai 0 ai 4 anni, quando papà giocava lì. Era una leggenda, un acquisto che fece scalpore. Lo stadio era tutto per lui, cantavano il suo nome: ‘Beppe-Beppe’.”

Ricordi indelebili del San Paolo

“Il ricordo più vivido che ho di Napoli è legato a quando entrai in campo prima di una partita“, racconta Savoldi Jr. “Oggi è una cosa normale, ma allora fu qualcosa di spontaneo, probabilmente organizzato da mio padre. Lo stadio San Paolo, pieno come solo allora sapeva essere, un muro di gente, e io che camminavo in campo vestito come i giocatori. Un’emozione unica.

Il padre Beppe, l’idolo

Quando gli chiedono chi fosse il compagno di squadra di suo padre che gli stava più simpatico, Gianluca non ha dubbi: “Vinazzani, che aveva un figlio mio amico. Mia nonna mi sfidava sempre a trovare la strada che portava a casa sua. Poi c’era Bruscolotti, con il suo cane di cui ero innamorato.”

Il disco di Beppe Savoldi: un ricordo speciale

Uno degli aneddoti più curiosi riguarda il disco che Beppe Savoldi realizzò: “Tira… gol” una fiaba per bambini. “Molti pensano che il bambino che canta nel disco fossi io, ma in realtà non è così. Però io apparivo nel videoclip e anche nella copertina del disco. La cantavo spesso da piccolo.

Il sogno infranto a Napoli

Gianluca ha giocato anche lui nel Napoli, ma non è stata un’esperienza facile: “Nel 2003-04 pensavo che la mia carriera sarebbe decollata, anche se il Napoli era in Serie B. La piazza era enorme, e c’era l’eredità di mio padre. Ma il destino ha voluto altro: mi infortunai gravemente alla schiena, dovetti subire un’operazione e mi misero una protesi tra le vertebre. E alla fine, la squadra fallì.

Un esordio speciale: Napoli-Como 0-1

Rivivendo un altro momento della sua carriera, Savoldi ricorda il suo esordio in Serie A: “Esordii con il Napoli contro il Como, e la partita finì 0-1. Fu Bressan a segnare, io entrai nel secondo tempo.

Il ritorno a Napoli con il padre

Recentemente sono tornato a Napoli con mio padre, e siamo andati a visitare il museo dello stadio, dove c’è una parte dedicata a lui“, dice con un sorriso, sottolineando il valore emozionale del viaggio insieme dopo tanti anni. “Papà sta bene, ma è sempre più solitario“, racconta Gianluca con un tono di affetto.

Essere figlio di una leggenda: il peso di un cognome

Non è facile essere il figlio di una leggenda come Beppe Savoldi. “Questa è la domanda che mi fanno più spesso, e io non so mai come rispondere“, ammette. Poi, citando il filosofo Recalcati, spiega: “Mettere in discussione la figura del padre è un passo necessario per ogni figlio, per trovare la propria identità. Non è stato facile. Le aspettative erano tante, forse troppe“, confessa Gianluca. “Mio padre cercava di non essere invadente, ma a volte non riusciva. Se devo dire cosa non sopportavo, penso a quei momenti in cui passavamo ore a palleggiare nel giardino, quando io già giocavo nelle giovanili. Doveva essere un piacere per me, ma per me spesso era un peso.

Il debutto di Beppe a Napoli contro il Como

Papà esordì a Napoli proprio contro il Como, e sbagliò due rigori“, racconta Gianluca. “Strano, perché lui era un grande rigorista. Se vedeva il portiere partire da una parte, cambiava il piede e tirava dall’altra.”

L’esperienza calcistica di Gianluca: alti e bassi

Ho giocato in Serie A, ma non sono mai riuscito a esplodere completamente. Probabilmente avrei potuto fare di più“, riflette Savoldi. I due anni trascorsi alla Reggina con Dionigi sono tra i più significativi: “Sono stati probabilmente i più belli della mia carriera.”

Come è andato l’esordio al Como?

Riguardo al suo debutto con il Como, Gianluca ammette: “Contro il Como ho esordito. Palazzolo-Como 0-1. Quella fu l’occasione che mi portò a fare il salto nelle giovanili dell’Atalanta. Avrei dovuto aspettare un anno in più, trovare una squadra che mi desse più opportunità. Ma il Palazzolo era un po’ debole, e da lì ho dovuto lottare.”

La passione per il calcio: ammirazione per Fabregas

Fabregas è un allenatore che ammiro molto“, afferma con convinzione. “Sono un appassionato della riaggressione nella fase di non possesso, e in questo lui è davvero eccezionale. Gasperini, il mio allenatore preferito, è un maestro in questo.

L’esperienza da allenatore e i progetti futuri

Gianluca non nasconde le sue ambizioni da tecnico: “Ho fatto molto bene con le giovanili del Renate, abbiamo vinto con la Primavera. Ho smesso per mia scelta, cercando una panchina nei professionisti, ma per ora non si è concretizzato nulla. Sono in attesa.

Redazione

Seguici su

Aggiungi calciocomo.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami

0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

L'ex calciatore elogia i "rombi" di Fabregas ma anche la sua fase difensiva. E stigmatizza...
Il capitano biancoblu spera di realizzare un sogno, anche se potrebbe giocare pure per il...
Nella competizione europea più importante nessuna squadra di Serie A ha mai fatto più di...

Altre notizie