Il calcio italiano sta attraversando una crisi realizzativa senza precedenti. La Serie A 2025 registra numeri da record, ma in negativo: si segna poco, pochissimo, e gli 0-0 si moltiplicano come non accadeva da decenni. A lanciare l’allarme è un’analisi de La Provincia, che mette in luce un dato inquietante: la media gol per partita è scesa a 2,2, la più bassa tra i grandi campionati europei.
Il caso emblematico è quello di Álvaro Morata, approdato al Como in estate tra grandi aspettative ma ancora a secco di gol. L’attaccante spagnolo non è però un’eccezione: il problema dei centravanti riguarda l’intera Serie A, dove mancano veri bomber capaci di trascinare le squadre. Lo testimoniano i numeri della classifica marcatori, guidata da Orsolini e Calhanoglu, quest’ultimo un centrocampista e non un attaccante di ruolo.
Il fenomeno è diffuso. Dopo undici giornate, solo l’Inter ha superato quota venti reti (26), mentre la Roma (prima!) e lo stesso Como si fermano a 12 gol, pur trovandosi sorprendentemente nelle zone alte della classifica. Addirittura sette squadre non hanno ancora raggiunto la doppia cifra. Una situazione impensabile se confrontata con un anno fa, quando alla stessa giornata c’erano già quattro formazioni oltre i 20 gol e l’Atalanta sfiorava i 30.
Il campionato è diventato un terreno arido di reti anche a livello di singole partite. Da inizio stagione, in ogni turno di Serie A c’è stato almeno un pareggio a reti inviolate, evento mai verificatosi da quando è stato introdotto il sistema dei tre punti (1994-95). In alcune giornate, gli 0-0 sono stati addirittura quattro, confermando una tendenza ormai consolidata.
Secondo gli analisti, le cause sono molteplici: tattiche difensive esasperate, mancanza di attaccanti puri di livello e maggiore attenzione degli allenatori alla fase di non possesso. Il risultato è un gioco più chiuso e prevedibile, con poche soluzioni offensive e una netta assenza di creatività negli ultimi metri. Lo stesso allenatore del Como Cesc Fabregas ha sottolineato la necessità di “tirare di più e cercare nuove soluzioni d’attacco” per invertire la rotta.
Anche a livello europeo il confronto è impietoso. In Premier League la media gol è di 2,68, nella Liga spagnola si attesta sugli stessi valori, in Ligue 1 sale a 2,93, mentre la Bundesliga vola a 3,13 reti a partita. L’Italia, con la sua media di 2,2, si conferma il campionato meno spettacolare e produttivo d’Europa.
Una volta si parlava di “calcio all’italiana” come sinonimo di solidità e intelligenza tattica. Oggi, invece, quel marchio sembra essersi trasformato in un limite, con il rischio di allontanare il pubblico da uno spettacolo sempre più povero di emozioni e gol.
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