Theo Hernandez: abbiamo scampato un guaio?

Il disastro combinato ieri dal terzino del Milan ci riporta alle voci di poche settimane fa: come sarebbe andata se avesse accettato il Como?

Vi anticipiamo la risposta alla domanda del titolo: boh. Chi lo sa?

Perché la realtà è che i giocatori sono spesso imprevedibili, delle vere e proprie schegge impazzite. In un senso e in un altro. Magari vedi uno in una squadra che gioca divinamente, lo acquisti a suon di milioni e il suo rendimento crolla. Se suonate al campanello della Juventus e dite “Koopmeiners”, ve lo confermeranno. A volte però succede il contrario: un ragazzo di talento inizia a non trovarsi più bene in un certo contesto, gioca male, cambia aria e rinasce. Basta confrontare il Kean di Torino e il Kean di Firenze. Ci sono calciatori che cambiano squadra e continuano a fare bene; calciatori che cambiano squadra e continuano a fare male. Se Theo Hernandez avesse accettato il Como a gennaio, si sarebbe rigenerato? O ci saremmo trovati in squadra la stessa palla al piede che ieri ha affossato il Milan?

Chiederselo oggi è interessante, perché possiamo ragionare non su voci di mercato astratte ma su fatti concreti. Fatto concreto n° 1: il Como ha effettivamente cercato Theo, il Milan aveva accettato l’offerta lariana ed è stato il giocatore a rifiutarla. Fatto concreto n° 2: il terzino sinistro francese ieri ha regalato il passaggio del turno al Feyenoord con una doppia ammonizione estremamente ingenua, tra l’altro dopo un’intera stagione sotto tono.

E allora come si può capire se un giocatore dall’indubbio talento come Hernandez ha bisogno di cambiare aria per tornare sé stesso, o se invece a 27 anni ha finito gli stimoli? E’ per risolvere grane come queste che i direttori sportivi guadagnano fior di soldi: serve un intuito non da tutti. E comunque c’è una componente di rischio. Di sicuro oggi un tifoso del Como non può rimpiangere questo mancato acquisto, è ovvio. Anche perché l’offerta era veramente mostruosa, forse troppo per un giocatore in scadenza tra un anno e mezzo. Chissà se l’estate prossima Suwarso ci riproverà, magari puntando proprio sulla valutazione in calo del giocatore. Il talento del ragazzo non è in discussione, ma il rendimento, la tenuta mentale, la professionalità sono in caduta libera… Allo stesso tempo, la gestione societaria del Milan non sembra ideale e potrebbe essere il classico club che quando vai via, ti riprendi. Vedremo, per ora possiamo chiacchierarne serenamente.

Redazione

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