Da Cunha: “A Como mi sento veramente a casa!”

Il capitano del Como 1907 parla della crescita della squadra, del rapporto con Fabregas e dei sogni per il futuro

Lucas Da Cunha, simbolo della scalata del Como dalla Serie B all’Europa, si racconta quest’oggi sulle pagine dei colleghi de La Provincia: ā€œMi sento perfettamente a casa qui. Sono arrivato per giocare minuti e ritrovare fiducia dopo il periodo al Nizza. Ora, vedere la squadra lottare per traguardi europei conferma che la mia scelta ĆØ stata giustaā€.

Una societĆ  che mantiene le promesse

Il centrocampista francese sottolinea la soliditĆ  della societĆ : ā€œQuello che apprezzo di più ĆØ che quando dicono qualcosa lo realizzano. Il nuovo centro sportivo ne ĆØ un esempio: vedere nascere una struttura cosƬ rapidamente ĆØ stato incredibile. La serietĆ  ĆØ un valore fondamentaleā€.

Fabregas, allenatore e persona

Lucas parla del rapporto con l’ex campione oggi suo allenatore: ā€œCesc non ĆØ solo un tecnico preparato, ma una persona speciale. Quando ci siamo conosciuti, ha fatto subito il possibile per aiutarmi. La sua fiducia mi ha dato sicurezzaā€.

Un nuovo ruolo in campo

ā€œL’anno scorso ci serviva un rinforzo a centrocampo. Ho accettato di cambiare posizione e, alla fine, ĆØ stata la scelta giusta. Mi sento a mio agio e convinto di poter crescere ancoraā€. Da Cunha evidenzia la meticolositĆ  del tecnico: ā€œFabregas studia ogni avversario con grande attenzione. Vive l’allenamento come fosse ancora in campo, trasmettendo la sua passione. Questo lo rende unicoā€.

Tra i momenti più emozionanti che il capitano lariano ha vissuto con il biancoblu indosso Da Cunha ricorda: ā€œI momenti più emozionanti? La promozione in Serie A ĆØ stata incredibile, ma anche la vittoria a Napoli in Coppa Italia ĆØ rimasta nel cuoreā€.

Modelli di riferimento

ā€œCristiano Ronaldo ĆØ un esempio per la carriera e la costanza, mentre nel mio ruolo mi ispiro a Valverde, perchĆ© sa fare tutto: segnare, difendere, dribblare. Punto a raggiungere quel livelloā€.

La maglia numero 33

ā€œHo scelto il 33 per motivi speciali: il numero tre ha segnato traguardi importanti nella mia carriera e coincide con il compleanno di mio fratello. ƈ stato naturale prenderlo quando era disponibileā€.

Il rigorista della squadra

ā€œDopo aver lavorato in allenamento, ho preso la responsabilitĆ  dei rigori. Ho segnato e da allora non mi tiro indietro, ma lascio spazio a un compagno quando ĆØ necessarioā€.

Legami nello spogliatoio

ā€œCon Caqueret, anche lui francese, ho un ottimo rapporto. Con tutto il gruppo c’è grande sintonia. Lo spogliatoio ĆØ un luogo positivo, pieno di ragazzi giovani e divertentiā€.

Capitano e leadership

ā€œNon avevo mai pensato di diventarlo. Il mio ruolo ĆØ dare l’esempio, rispettare orari e indicazioni, e incoraggiare i compagni. Sono di natura timido, ma voglio mostrare professionalitĆ  sul campoā€.

DifficoltĆ  e resilienza

ā€œLe sconfitte contro l’Inter sono state pesanti, ma abbiamo lavorato per reagire subito. Il mister ci trasmette sempre positivitĆ  e ho cercato di canalizzare la rabbia della squadra in campoā€.

Serie A competitiva

ā€œAlcuni pensano che la Serie A sia inferiore, ma non ĆØ cosƬ. Ogni partita ĆØ diversa e tatticamente più impegnativa rispetto alla Ligue 1, dove le squadre più piccole giocano meno organizzateā€.

Sogni e prospettive future

ā€œSe continuiamo cosƬ, possiamo puntare a traguardi sempre più ambiziosi, soprattutto in Europa. La crescita deve continuare anche in campionatoā€.

Stadio e motivazione

ā€œVedere i lavori allo stadio ĆØ motivante. Il Sinigaglia ĆØ casa nostra e migliorare le strutture ĆØ fondamentale per vivere emozioni ancora più grandi con i tifosiā€.

Dedica e nazionale

ā€œDedico questi risultati a mio padre, che ha sempre creduto in me. Il sogno della nazionale ĆØ un obiettivo futuro: prima voglio raggiungere il massimo livello qui a Comoā€.

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