Il Como, l’Atalanta, il Napoli, il Bologna e le lacrime

La commozione di Mirwan Suwarso dopo la vittoria contro il Napoli lo mette nella scia di altri presidenti passionali. E vincenti...

Un passo indietro. Riprendiamo l’intervista di Mirwan Suwarso pubblicata l’altro giorno da La Provincia. C’è un dettaglio che non si può proprio trascurare. Nicola Nenci gli chiede se davvero si è commosso dopo la vittoria contro il Napoli. E lui ammette che sì, si è emozionato parecchio. Non abbiamo foto a testimoniarlo, ma pare che l’abbiano visto in diversi.

Sembra una sciocchezza, ma non lo è. Per fare calcio servono competenza, relazioni, soldi, ma senza la passione non si va da nessuna parte. Quante squadre in questa Serie A possono dire di avere un presidente pronto a commuoversi dopo una vittoria, una semplice vittoria che non significa qualificazione in Champions o Scudetto? Ce li vedete Gerry Cardinale del Milan, Dan Friedkin della Roma, Urbano Cairo del Torino o Gianluca Ferrero della Juventus con gli occhi lucidi per un gol della propria squadra? Difficile. E guarda caso, sono tutti presidenti piuttosto contestati o comunque il cui progetto sportivo non sta dando i risultati sperati.

Qualche presidente che si commuove però c’è. Ci viene in mente sicuramente Antonio Percassi dell’Atalanta, che vedete in foto sotto la curva dopo la qualificazione alla finale di Europa League. Anche il vulcanico Aurelio De Laurentiis ha avuto momenti di grande emozione, per esempio durante il discorso per i suoi 20 anni di presidenza del Napoli. Aggiungiamo il numero 1 del Bologna, Joey Saputo, con la voce tremante quando ha ricevuto la cittadinanza onoraria. E, sempre guarda caso, è gente che sta ottenendo risultati. Ma anche tra le piccole, tendenzialmente i patron che ci mettono il cuore raggiungono più facilmente i loro obiettivi.

Steve Jobs diceva: “L’unico modo di fare un gran bel lavoro è amare quello che fate”. Mirwan Suwarso lo sa bene e da questo punto di vista sta crescendo parecchio. Non è più il manager che inizialmente si faceva vedere una volta ogni sei mesi e allo stadio sembrava un pesce fuor d’acqua. Ci tiene sempre di più. Lo si vede anche dai suoi post Instagram. Ma pensiamo anche alla maxi-offerta per Theo Hernandez: sembra proprio il rischio istintivo e un po’ folle di un presidente-tifoso. Ovviamente anche lui, come Fabregas, ha tanto da imparare. Ma dal punto di vista emozionale speriamo continui ad assorbire da quei presidenti di cuore e anche un po’ di pancia, perché per fare calcio serve anche questo.

Alla faccia del luogo comune secondo cui “le proprietà straniere sono fredde e distanti”.

Redazione

Seguici su

Aggiungi calciocomo.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami

0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

Giocate individuali, ma anche una manovra che per due volte ha permesso di risalire il...
Mister Césc Fàbregas non avrà a disposizione Vigorito, Caqueret, Addai, Lahdo, Goldaniga e Kambwala, tutti...
Coppa dei Campioni - Champions League
Il modello matematico della società leader nei dati calcistici inserisce i lariani tra le possibili...

Altre notizie