Leo Valli lascia il Sinigaglia: “Dieci anni meravigliosi, ho vissuto un sogno insieme al Como”

La storica voce dello stadio lariano saluta il ruolo di speaker dopo un decennio: dall’era della Serie D alla Champions League, un viaggio indimenticabile tra emozioni e trasformazioni

La voce che per un decennio ha accompagnato le emozioni del Sinigaglia non risuonerà più dagli altoparlanti dello stadio. Leo Valli, 65 anni, attore, comico, imitatore e storico interprete della voce di Topo Gigio, non sarà infatti lo speaker ufficiale del Como nella nuova stagione. Una decisione, come anticipato sulle pagine di CalcioComo, annunciata dallo stesso Valli attraverso un video pubblicato sui propri canali social, un messaggio carico di emozione dietro al sorriso e alla professionalità che da sempre lo hanno contraddistinto.

La sua esperienza con il club lariano si chiude dopo dieci anni vissuti intensamente, accompagnando una trasformazione straordinaria: dalla rinascita dopo il fallimento fino al ritorno in Serie A e alla prospettiva della Champions League.

“Non è stata una mia scelta, ma rispetto la decisione del club”

Intervistato dai colleghi de La Provincia, Valli ha raccontato il significato umano di questa separazione e il rapporto speciale costruito con i tifosi.

“Si interrompe una storia lunga dieci anni. Un percorso speciale che mi ha permesso di fare quello che desideravo: contribuire ad accendere lo stadio della mia squadra e dei tifosi, che considero quasi una famiglia. Solo adesso forse mi rendo conto di quanto affetto ci sia nei miei confronti”, ha raccontato.

Sul motivo dell’addio ha chiarito: “Non è stata una mia decisione. La società è entrata in una nuova fase e ha ritenuto necessario affidarsi a un profilo diverso. È comprensibile, il calcio cambia e cambiano anche le esigenze. Oggi, ad esempio, servono competenze come la conoscenza dell’inglese per gli annunci legati alla Champions League”.

Valli ha però voluto ringraziare il club: “Sono grato al Como 1907 per avermi regalato questo sogno. Sono stati dieci anni incredibili e impossibili da dimenticare”.

Dalla Serie D alla Champions: il viaggio più emozionante

Il momento più significativo per Valli è stato poter raccontare al microfono la crescita del Como stagione dopo stagione. “Più che orgoglio provo felicità per aver vissuto tutta la trasformazione del club, dall’ultimo fallimento fino alla Champions League. Ho dovuto adattarmi alle diverse realtà: uno slogan urlato in Serie D non ha lo stesso effetto rispetto a quando lo pronunci in Serie A”, ha spiegato.

Tra le frasi diventate simbolo del Sinigaglia c’è anche il celebre coro: Lo stadio più bello del mondooooo.

“All’inizio sembrava soltanto un’espressione nata dal cuore di un tifoso, poi è diventata qualcosa di molto più grande. Oggi quella frase è ripresa da giornalisti e influencer arrivati da tutto il mondo”, ha raccontato.

Un futuro già immaginato per la Champions

Prima dell’interruzione del rapporto, Valli stava lavorando anche a nuovi progetti per accompagnare il debutto europeo del Como. “Avevo iniziato a preparare una nuova introduzione con una voce femminile realizzata attraverso l’intelligenza artificiale. Per la Champions serviva qualcosa di particolare”, ha rivelato.

Il suo legame con il club era iniziato nel 2016 grazie alla presentazione dell’amico Alessandro Giummo a Diego Foresti, allora direttore generale del Como. “Era appena arrivata la notizia dell’amministrazione controllata. Ho iniziato proprio in quel periodo. Guardare oggi dove siamo arrivati è incredibile”, ha ricordato.

La pandemia e il valore dei tifosi

Tra i ricordi più intensi c’è anche il periodo del calcio senza pubblico durante la pandemia. “Parlare in uno stadio vuoto aveva un impatto emotivo enorme. Mi chiedevano perché continuassi a farlo, ma c’erano comunque persone presenti in tribuna e soprattutto serviva mantenere un collegamento tra squadra e tifosi”, ha spiegato.

Secondo Valli, quell’esperienza gli ha fatto comprendere ancora di più il valore della gente sugli spalti. “Molti mi hanno definito la voce del Como, ma la vera voce sono sempre stati i tifosi. Sono loro a creare quell’energia, quell’empatia che rende speciale uno stadio”, ha aggiunto.

Un amore nato nel 1975

Il rapporto tra Leo Valli e il Como nasce da lontano. La sua passione per i colori azzurri risale alla metà degli anni Settanta. “Seguo il Como dal 1975 circa. La squadra era in ritiro a Inverigo e io portavo le borracce ai giocatori. Poi ho iniziato ad andare allo stadio e non ho mai smesso, anche negli anni della Serie D e sempre in curva”, ha raccontato.

Tra i ricordi più cari ci sono le stagioni della Serie A degli anni Ottanta, con protagonisti come Giunta e Cecconi, ma anche i momenti difficili che hanno lasciato comunque un segno.  “Ogni stagione ha avuto qualcosa di speciale. Anche quelle più complicate ti lasciano emozioni che rimangono nel tempo. Poi è arrivata questa storia incredibile e ancora oggi sembra difficile da credere”.

Topo Gigio e il ritorno al Sinigaglia

Parallelamente al calcio continua anche l’impegno artistico di Valli, protagonista di nuovi progetti legati a Topo Gigio. “Sta bene. Stiamo portando avanti un musical teatrale pensato per le famiglie, non soltanto per i bambini. È un progetto che mi ha coinvolto molto”, ha raccontato.

Sul possibile ritorno allo stadio da tifoso, Valli non nasconde l’emozione del momento. “Non voglio dire cose false. Tornare subito sarebbe difficile dal punto di vista emotivo. Sicuramente seguirò il Como in televisione e quando sarò pronto tornerò in curva”.

Il microfono del Sinigaglia cambia voce, ma il legame tra Leo Valli e il Como resta una storia destinata a rimanere nella memoria del popolo lariano.

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