Mkhitaryan sul Milan-Como in Australia: “Viaggiare così è pesante, ma siamo pagati per giocare”

Il centrocampista dell’Inter commenta il discusso spostamento della sfida a Perth: “Non giochiamo noi, ma capisco chi solleva dubbi: è un viaggio impegnativo”

Henrik Mkhitaryan ha detto la sua sul caso Milan-Como, la partita che sarà disputata a Perth, in Australia, e che sta facendo molto discutere per le implicazioni logistiche e sportive. L’ha fatto in occasione della presentazione della sua autobiografia “La mia vita sempre al centro”, alla libreria Mondadori di Piazza Duomo a Milano, dove ha risposto alle domande dei giornalisti su un tema che divide opinione pubblica, tifosi e addetti ai lavori.

“Non posso rispondere nel dettaglio perché non saremo noi a giocare in Australia”, ha premesso il centrocampista dell’Inter, “ma posso dire che è un po’ fuori, viaggiare 24 ore per una partita e poi tornare”. Un pensiero condiviso da molti colleghi e osservatori, alla luce dell’insolita collocazione temporale dell’incontro — nel bel mezzo della stagione, e non a ridosso di pause estive o di inizio campionato.

“Non è una gara amichevole di fine stagione o di preparazione. Siamo durante il campionato ed è un po’ pesante anche a causa del fuso orario”, ha aggiunto Mkhitaryan, sottolineando come gli spostamenti intercontinentali incidano inevitabilmente sulla preparazione atletica e mentale dei calciatori.

Tuttavia, pur esprimendo perplessità, il centrocampista armeno ha anche voluto smorzare i toni e assumersi la responsabilità del ruolo da professionista: “Non possiamo lamentarci, perché alla fine siamo pagati per giocare, ed è quello che facciamo”.

Il caso Milan-Como in Australia ha acceso un acceso dibattito negli ultimi giorni: tra le critiche dei tifosi (soprattutto e aggiungiamo noi giustamente della Curva Lariana), le perplessità di allenatori ed ex calciatori, e il punto di vista delle società, che puntano sulla visibilità internazionale del brand Serie A. La decisione di disputare la partita a Perth è stata ufficializzata, ma restano dubbi sulla regolarità sportiva e sull’impatto fisico per i giocatori coinvolti.

Le parole di Mkhitaryan, pur pronunciate da un protagonista esterno al match, aggiungono peso a una riflessione più ampia sulla direzione del calcio moderno, sempre più orientato al marketing globale, spesso a scapito della sostenibilità sportiva.

Redazione

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