Rhuigi Villasenor: «Il Como mi ha cambiato la vita e ora voglio portarlo nel mondo della moda»

Il designer di Rhude si confessa tra moda, calcio e vita sul lago: dal progetto con il Como al sogno nato tra Filippine, Los Angeles e Italia.

Rhuigi Villanesor ha raccontato ai microfoni de La Provincia come è nato il suo legame con il Como. Il primo contatto con la città risale al 2018, quando arrivò in Italia per motivi legati al suo brand e si trovava a Milano. “Presi un taxi e decisi di visitare Como, che conoscevo solo di fama. Clooney, Star Wars, quel tipo di immaginario. Cercando un posto dove fare un aperitivo trovai Villa d’Este: un luogo che mi colpì subito profondamente”, ha spiegato il designer.

Il primo approccio con il club

Sul rapporto con il calcio e con la società, Villanesor ha aggiunto: “Sono tornato più volte a Como, ma i primi contatti con il club sono arrivati tramite il mio agente. All’inizio erano discorsi generici. Non ero un grande appassionato di calcio, ma la storia del club mi incuriosiva. Poi il dialogo si era interrotto, finché Mirwan ha voluto incontrarmi personalmente. In quell’occasione abbiamo capito di condividere la stessa visione”.

Il progetto Como tra sport e moda

Da quel confronto è nato un progetto più ampio: “Abbiamo costruito un piano per far crescere il brand Como a livello internazionale, sfruttando anche la moda. Se ci fossimo limitati al campo sportivo sarebbe stato difficile espanderci. L’idea è sviluppare soprattutto tutto ciò che ruota attorno al club, in particolare il merchandising e l’abbigliamento”. Il lancio ufficiale del progetto, che coinvolge più società, è previsto per l’estate, dopo la metà di luglio.

Rhude e la nascita dello stilista

Villanesor ha poi ripercorso le origini del suo marchio: “La mia storia è particolare. Ho origini filippine: mio padre architetto e mia madre sarta. Abbiamo vissuto in diversi Paesi, poi un colpo di stato ha cambiato tutto e siamo finiti senza nulla. Ci siamo trasferiti a Los Angeles, dove vivevamo in cinque in una casa piccolissima. Non avevo i soldi per il college, ma avevo il sogno della moda”.

Da lì la nascita di Rhude: “Il nome deriva dalle iniziali della mia famiglia e dalla parola ‘rude’, che rappresenta la mia storia dura e di strada”.

Il successo improvviso del brand

Il salto arriva con una t-shirt: “Ho creato una maglia con una grafica bandana. Nel giro di pochi giorni la indossarono Kobe Bryant, LeBron James e Kendrick Lamar. In pochissimo tempo arrivò un successo enorme: quella fu la svolta decisiva della mia carriera”.

Il primo impatto con il calcio italiano

Ricordando la sua prima volta allo stadio, Villanesor ha raccontato: “Era Como-Bologna, la prima partita di Serie A del Como due anni fa. Rimasi colpito dall’atmosfera: il lago, la gente, il calcio. Ho subito pensato che lì potesse nascere qualcosa di unico, una storia diversa dal solito”.

Da spettatore a tifoso del Como

Col tempo il rapporto si è trasformato: “Sono diventato un tifoso vero. Ho seguito quasi tutte le partite, anche in trasferta. È una storia incredibile, una cavalcata che ti prende dentro”.

Il rapporto con la dirigenza e lo stadio

Sulla collaborazione con la società: “Con Mirwan ho un’intesa totale, ci capiamo al volo. Guardare le partite insieme è divertente, abbiamo la stessa visione e spesso parliamo coprendoci per non farci sentire dalle telecamere”.

Moda e tradizione calcistica

Parlando del progetto stilistico legato al club, Villanesor ha spiegato: “Il calcio è tradizione, ma anche evoluzione. Ho voluto lanciare maglie speciali per far parlare del progetto, ma la vera maglia del Como della prossima stagione sarà più classica e rispettosa della storia del club”.

La scelta di lasciare Los Angeles

Uno dei passaggi più personali riguarda il trasferimento in Italia: “A Los Angeles non sei mai davvero libero, sei sempre sotto i riflettori. Qui a Como ho riscoperto una vita normale, semplice, autentica. È proprio quello che cercavo”.

Vita sul lago e passioni quotidiane

Villanesor ha raccontato anche il suo stile di vita: “Abito a Moltrasio, mi piace girare i paesi del lago. Amo la cucina locale, soprattutto la trippa del ristorante Rino. Mi muovo spesso in Vespa, non in supercar: qui si vive meglio così”.

Amicizie e mondanità internazionale

Infine, qualche curiosità: “Ho amici nel mondo dello sport e dello spettacolo, da Lewis Hamilton a Marcus Thuram. Beyoncé è stata sul lago di Como e tornerà, la porterò allo stadio la prossima volta”.

Il futuro del progetto Como

Sulla direzione futura del club e del brand: “Quando vuoi farti notare devi anche osare, ma per restare serve equilibrio. Abbiamo già sperimentato alcune idee forti, ma la prossima maglia del Como sarà molto più tradizionale. Vedrete”.

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