Tasos Douvikas, autore di 13 reti stagionali e vice capocannoniere della Serie A insieme a Marcus Thuram e Donyell Malen (arrivato però solo nel mercato di gennaio alla Roma, Ndr), racconta la propria soddisfazione per il rendimento personale: «Il gol è la mia vita, non posso che essere felice per quanto fatto quest’anno. Ho sempre lavorato intensamente e voglio continuare a migliorarmi. Ringrazio i compagni, perché senza di loro nulla sarebbe stato possibile».
L’importanza di Fabregas
Il centravanti greco sottolinea l’impatto dell’allenatore Cesc Fabregas nella sua esperienz al Como: «Fabregas ci guida con grande intelligenza tattica e mentale. Adesso mi sento più completo come giocatore. Ci concede libertà, ma ci trasmette principi chiari e ci invita a ragionare sul gioco».
Lo sguardo alla sfida finale
Douvikas anticipa la delicata trasferta contro la Cremonese: «Sarà una gara durissima, per noi e per loro c’è molto in palio. Il clima sarà infuocato e da parte nostra non possiamo permetterci distrazioni».
Il supporto dei tifosi
Anche se la trasferta dello “Zini” sarà vietata ai tifosi, Douvikas evidenzia l’importanza del sostegno dei supporters lariani: «I nostri tifosi ci hanno spinto tantissimo in stagione. Ricordo la partita con la Roma, quando inizialmente eravamo in svantaggio: il loro supporto ci ha dato la spinta decisiva».
Sfide individuali e filosofia di gioco
Il centravanti indica Ndicka come il difensore che gli ha creato più difficoltà: «Tanti difensori forti in Italia, ma Ndicka della Roma è quello che ho sofferto di più. La differenza nel calcio non è solo tecnica, ma saper scegliere il momento giusto per agire. Questo sport è fatto di attimi». Racconta inoltre il suo gol decisivo in casa del Genoa costruito con 21 passaggi consecutivi: «È il riflesso della nostra filosofia di gioco: pazienza, dominio e coesione come squadra. Questa mentalità è la nostra forza».
La passione per la cucina
Douvikas conclude con una nota personale: «Amo la cucina italiana, ma quella greca ha un posto speciale nel mio cuore. Se dovessi paragonarla a una partita, direi che sarebbe un 3-3 spettacolare!».
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